L’incontro del 2 giugno a Parma ha ispirato
a don Remo Bracchi la seguente poesia:
Gli stessi e diversi
E tutto è rimasto qual era
a fiore del vento sospeso,
così come un giorno che mai scorre a sera,
in volo gabbiano che più non ha peso.
Le stelle non hanno frontiera
nel sogno che pencola teso
fra quello che è stato, fra ciò che si spera,
nel tempo trascorso e che irrompe già atteso.
Fu come specchiarsi a fontana
che mormora il canto d’allora,
di luce rifranta d’un’alba lontana.
Immota, ma un’ala la sfiora,
smarrita su tenebra arcana:
la stessa e diversa, che fu e non è ancora.
Firenze, 06 giugno 2005
Giugno 1, 2008 alle 3:41 pm |
degna di un grande poeta!
Ottobre 13, 2008 alle 12:45 am |
aggiungo una poesia di un maestro sufi che dice molto sulla nostra vita e sulle nostre scelte .
Come leoni sulle bandiere
ci agitiamo e stiamo.
Poi cade il vento
e quello che eravamo
soltanto Dio lo sa !
Novembre 6, 2008 alle 7:29 pm |
Sublimi versi!