By amicinave2008

BAIO SAMUELE:  L’ISLAM  DI  FRONTE  ALLA  SCIENZA

 

Un passo del Corano (5,64) viene interpretato dai musulmani tradizionalisti nel senso che non può esserci nessuna legge fisica perché se ci fossero leggi immutabili ciò limiterebbe Dio:

“Gli ebrei hanno detto:  “ La mano di Dio è legata”. Legate siano le loro mani, ed essi siano maledetti per ciò che hanno affermato. Non solo, ma le Sue mani sono ben aperte; Egli dà a chi vuole”.

 

In altra parole, se esistessero leggi della fisica che siano inalterabili, Dio sarebbe vincolato dall’esistenza di tali leggi. La volontà di Dio deve essere libera da vincoli e c’è, come conseguenza, una maledizione che pende sulla testa di chiunque osi sostenere che le leggi della fisica sono fisse ed immutabili. Una simile concezione non incoraggia certo la ricerca di leggi fisiche invariabili.

 

Nel 1982 l’ Istituto  di studi politici di Islamabad raccomandò che i libri di testo venissero modificati per sottolineare che ogni mutamento era dovuto non all’azione della legge fisica, ma a Dio:

“C’è un veleno latente nel sottotitolo L’energia causa i mutamenti  perché dà l’impressione che l’energia piuttosto che Allah sia la vera causa. Analogamente è anti islamico insegnare che la combinazione di idrogeno e ossigeno produce automaticamente acqua. Il punto di vista islamico è questo: quando gli atomi di idrogeno si avvicinano agli atomi di ossigeno, per volontà di Dio si forma acqua.”  Il sottointeso è che Dio potrebbe cambiare idea un istante dopo l l’acqua non si formerebbe più.

 

Il filosofo Mohammed al-Ghazali (1058-1111) nel libro “L’incoerenza dei filosofi”  attaccava l’idea di causa ed effetto  e concludeva che la conoscenza scientifica è impossibile. Concludeva che le leggi fisiche non esistono perché Dio distrugge e crea l’universo in ogni istante.

 

Nel free pamphlet raccolto presso la Moschea Blu di Istambul anche oggi viene confermata questa impostazione.“ Qur’an contains many  verses which describe natural phenomenon in various fields such as astronomy, geology, end embryology.  Scientist have found its descriptions to be inexplicably valid for a book dating from the 7th century.  Naturally, therefore, the conflict that emerged in Europe during the Middle Ages between faith and reason, religion and science, never arose in Islam”

 

Per questi motivi  dottrinali non si registra  una sola scoperta scientifica significativa compiuta all’interno della storia dell’Islam dall’inizio fino ad oggi. Tutta la fisica e l’astronomia moderne derivano dalla cultura cristiana. Dal punto di vista della scienza, la civiltà islamica è come se non fosse mai esistita. Questo fatto, si ribadisce,  è da attribuirsi alle dottrine teologiche islamiche, contrarie all’idea di leggi naturali confermate a livello sperimentale . Inoltre ne consegue che chiunque sia  in disaccordo con la teologia prevalente  venga considerato apostata e come tale passibile di pena di morte, secondo la corrente prassi giuridica. Perciò nessuno cercherà le leggi di natura.

 

Nel 1983 si tenne in Kuwait un convegno di 17 rettori di università arabe in cui il principale argomento di discussione fu la domanda “la scienza è islamica?”  La delegazione  saudita sostenne che la risposta è “no”, essendo la scienza intrinsecamente laica e quindi per ciò stesso in contrasto con il credo islamico.

 

L’unica eccezione alla regola che non vi siano stati importanti scienziati musulmani è Mohammed  Abdul Salam (1926 – 1996). Salam fu uno dei principali creatori del modello standard della fisica delle particelle. Ricevette il premio Nobel per la fisica nel 1979. Era un musulmano di origina pakistana. Ma un atto del parlamento pakistano nel 1974 dichiarava eretica la setta islamica ahmadi cui Salam apparteneva.  E perciò soggetta a persecuzione.  Salam lasciò il suo paese negli anni 50 e si trasferì all’università di Londra. E’ stato pure direttore del centro di fisica della materia a Miramare (Trieste).

 

Bisogna comunque ricordare che l’algebra vide la luce tra l’ottavo ed il nono secolo nel mondo islamico e, prima che prevalesse la prospettiva teo-filosofica  descritta prima, furono pubblicati anche manuali di dinamica dei fluidi.

 

IL CRISTIANESIMO  HA  FAVORITO  LO  SVILUPPO  SCIENTIFICO

 

Molti autori ormai concordano che  la scienza moderna  sia stata una creazione della civiltà cristiana. Il periodo creativo della fisica e dell’astronomia greche ebbe termine attorno al 100 a.C. L’elenco di fisici ed astronomi greci più noti inizia con Pitagora di Samo  ( 580 – 500 a.C. teorema di Pitagora  e scoperta dei numeri irrazionali)  passa poi per Euclide (323 e 285 a.C.), Aristarco di Samo ( 310 – 230 a.C., il primo a proporre un sistema eliocentrico ….), Archimede di Siracusa (290 – 211 a.C.) per finire con Tolomeo di Alessandria (100 – 179 d.C.)

 

Durante il Medio Evo cristiano appartenevano alla  matematica due delle quattro discipline del quadrivium, e cioè l’aritmetica e la geometria.  La nascita della scienza moderna non ebbe quindi inizio con la pubblicazione dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Isaac Newton, ma qualche secolo prima. Newton stesso riconobbe di avere avuto alle spalle dei giganti scientifici, tra cui si ricordano:

-         Giorndano Nemorario, che nel secolo XII aveva già formulato le leggi della statica

-         Nicola Oresme, che aveva risolto l’obiezione più forte contro l’ipotesi della terra in movimento

-         Giordano Buridano, che formulò la nozione di forza a distanza, arrivata a Newton attraverso Alberto di Sassonia, Leonardo da Vinci, Giambattista Benedetti e Galileo Galilei.

-         Giambattista Benedetti,  che elaborò la moderna teoria dell’onda sonora.

 

 

 

ISLAM E CRISTIANESIMO:  DUE MONDI PARALLELI.  QUALI  PUNTI  DI  INCONTRO?

 

Uso Il rasoio di Occam riducendo le questioni  all’essenziale.  Dopo aver letto alcuni articoli comparativi  in cui si tratta di varie questioni, prendo lo spunto dai free pamplet raccolti all’uscita della moschea blu di Istambul:

-         What is Islam

-         The Qur’an: the final revelation

-         Prophet Muhammad (peace be upon Him)

In che cosa credono I Musulmani? 

-         Un solo Dio, non nella Trinità;

-         Gli angeli

-         I profeti: Adamo, Ismaele, Isacco, Mosè, Davide e Gesù: Sono tutti essere umani. In particolare, si sottolinea che Mosè era un eccellente mago (excellent in magic), migliore di tutti gli altri maghi dell’Egitto, Gesù era un guaritore (skillfull phisicians) il cui merito era curare i malati (his miracle was to cure incurable diseases). Maometto era un poeta ed oratore il cui miracolo è stato quello di produrre il Qu’ran, codice completo e completamento di tutto (final revelation).

-         I libri sacri, di cui la “summa” per eccellenza che oscura tutti gli altri è il Qu’ran.

-         Allah è il Divino  Giudice, cui si riconoscono tutti gli attributi di onnipotenza, onniscienza, onnipresenza, etc.

-         Resurrezione nell’ultimo giorno.

I cinque pilastri dell’Islam  sono delle pratiche da osservare.

-         Testimonianza: dichiarare apertamente la propria fede

-         Preghiera cinque volte al giorno. I muezzin iniziano all’alba a richiamare con gli altoparlanti alla preghiera (se le nostre chiese si permettono di suonare le campane prima delle 8 vengono denunciate per disturbo alla quiete pubblica …..)

-         Osservanza del ramadam

-         Zakah: obblighi materiali, se possibile. E’ un pagamento annuale del 2.5% del “net savings”, da spendere per il poveri orfani e bisognosi della comunità.

-         Pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita se le condizioni economiche e di salute lo permettono.

 

Conclusione

Molto altro ci sarebbe da dire nei dettagli. Nono sono un esperto, ma dalle poche documentazioni lette posso concludere che dal punto di vista della teoria nulla ci accomuna. Cristianesimo e Islam sono due parallele che hanno un punto in comuni all’infinito (geometria docet).

Dal punto di vista pratico sicuramente ci sono dei punti di incontro perché l’umanità risiede nei cristiani e nei musulmani. (anima humana naturaliter cristiana …). Tuttavia i condizionamenti teorici, religiosi, storici, etc. sono tali da rendere difficile il dialogo e l’incontro.  Esempio la questione delle donne, quella della libertà e democrazia, quella della scienza, etc.  La Turchia, ad esempio, è uno stato che si dichiara laico ma di fatto è islamico e discrimina i cristiani. Se noi facessimo altrettanto saremmo immediatamente  tacciati di razzismo …

 

 

 

Bibliografia

Free pamphlet – Istambul muftulugu  (www.istambulmuftulugu.gov.it)

Frank J. Tipler – La fisica del cristianesimo –Mondadori

Arthur J. Arberry, The koran interpreted  - Simon & Schuster Ney York

Pervez Hoobody, Mohammed Abdus Salam – Islam and science.  Zed Books London

Maurizio Brunetti , Beata matematica da Avvenire, 9 gennaio 2009.

 

 

 

BAIO SAMUELE: SULLE  ORME  DI  SAN  PAOLO: L A  TURCHIA  CRISTIANA

 

Riassumere la molteplicità e varietà delle emozioni e riflessioni che il cammino che abbiamo appena terminato ha suscitato in ciascuno di noi è molto difficile anche perché ogni particolare ha un suo fascino.  Dalla profondità dell’ approccio  spirituale alla meraviglia delle bellezze artistiche e del creato, dalla rassegna storica che abbraccia circa quattro millenni alle considerazioni veloci ma non superficiali sulla società islamica, nel lampo di una settimana tutto è scolpito nell’ animo e nella memoria (anche fotografica) di ciascuno di noi.

 

Le celebrazioni delle S.Messe nella casa di Maria ad Efeso, nei luoghi dove passò S. Paolo a Konya (Iconio) ed Ankara, dove vissero i primi monaci in Cappadocia (chiese rupestri) ed infine dove i cristiani ebbero il massimo splendore, mentre ora sono ridotti a poche decine, ad Istambul, (Costantinopoli, Bisanzio) sono state un momento di intenso raccoglimento e di riflessione. Paolo (di etnia turca essendo di Tarso), ha percorso a piedi o a cavallo le centinaia di chilometri che noi abbiamo rivisitato in pulman. Anche solo da questo fatto puramente logistico abbiamo capito che Paolo è stato spinto da un incredibile ed irresistibile spirito missionario per annunciare Gesù risorto in mezzo a sacrifici ed ostilità di ogni genere. Nella casa di Maria, vicina ma isolata dalla città di Efeso, nel silenzio così come ha vissuto, abbiamo respirato una atmosfera spirituale intensa. In Cappadocia abbiamo compreso la vita che devono avere vissuto le prime comunità di monaci, i quali, nella valle di Goreme separata dal mondo, hanno approfondito il messaggio di Cristo nella preghiera, come testimoniano le numerosissime chiese rupestri, ed iniziato gli approfondimenti dottrinali  dei primi padri orientali della chiesa Basilio, Gregorio nanianzeno, Gregorio di Nissa.

Infine nelle varie chiese visitate per la celebrazione eucaristica abbiamo toccato la triste realtà attuale dei cristiani. Isolamento ed ostilità sono la sofferenza dei cristiani di oggi, religiosi e fedeli. Uno sparuto gruppo di credenti, per un totale di non oltre mille tra cui pochi nativi, un infinitesimo rispetto ai circa 70 milioni di abitanti della Turchia, soffre la “persecuzione” attuata con mezzi moderni di uno stato a parole laico ma di fatto schierato a favore dell’ Islam. Tuttavia tutti coloro che abbiamo incontrato (le suore ad Efeso e Konia, i gesuiti ad Ankara, i Salesiani ed i Capuccini ad Istambul) ci hanno trasmesso un segno di speranza, pur nella crudezza della realtà odierna. Sono fiduciosi che la testimonianza serena e paziente che offrono possa essere il germe di un risveglio, e perciò rimangono sempre presenti nei luoghi ove si è diffuso per primo il cristianesimo ad opera di Paolo.

 

Oltre alla parte spirituale, abbiamo potuto ammirare opere artistiche e  paesaggi naturali di rara ed unica bellezza. Nei nostri occhi rimarranno le visioni delle città di Efeso e Gerapoli, le meraviglie delle chiese rupestri e delle città sotterranee della Cappadocia, le chiese bizantine (ora musei) di San Salvatore in Kora e di Santa Sofia e la moschea blu ad Istambul. La natura ci ha offerto degli spettacoli indescrivibili quali la cascata bianca di Pamukalle, il fantastico paesaggio fatto di pinnacoli, torrette, coni, camini delle fate, pareti traforate nel tufo in Cappadocia. Ma anche stupore e meraviglia hanno suscitato gli immensi spazi percorsi coltivati con tutte le varietà di frutta, di grano ed altro nonché le vaste prterie, deserti e foreste innevate. Infine la città di Istambul con i suoi 15 milioni circa di abitanti, il Bosforo, il corno d oro con la visione di case a perdita d occhio.

 

Quasi alla velocità della luce in una settimana abbiamo percorso la storia di quattro millenni attraverso le vestigia che le popolazioni della Turchia ci hanno lasciato.  Tralasciando la preistoria, dagli Ittiti (2000 a.c.) siamo arrivato ai nostri giorni (dichiarazione della repubblica nel 1923) attraverso  il periodo greco, persiano e romano, bizantino ed islamico selgiuchido ed ottomano.

 

L’ approccio alla religione islamica che la nostra guida Kemal ci ha illustrato in modo molto corretto, la visita al santuario del santo musulmano Mevlana a Konya  e la vista della vita che si svolgeva attorno nei campi, nei bazar e nelle città, maggiormente in condizioni di povertà, è servito sia per mettere a fuoco sia le principali differenze con il cristianesimo sia per avere uno spaccato delle condizioni degli abitanti della Turchia.

 

Per chiudere dobbiamo sottolineare che l’ organizzazione è stata impeccabile, la guida turistica era preparata e vivace, la guida spirituale di Don Gianni ha saputo orientare tutto il vissuto quotidiano di questi giorni alla luce della fede, con discrezione profondità, dato che il viaggio era un pellegrinaggio, pur nell’ incanto di ciò che abbiamo vissuto ed il gruppo dei partecipanti ha trovato una amalgama tra le diverse provenienze e stili di vita che ha fatto di esso una comunità, come ha sottolineato Don Gianni stesso, che per un breve periodo ha camminato sulle orme di Paolo.

 

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