Archivio per Settembre 2009

Un premio a don Zanardini

Settembre 30, 2009

“PREMIO CUORE AMICO 2009″ La XIX edizione del Premio si terrà a Brescia, sabato 17 ottobre, alle ore 9,30, nella sala conferenze UBI Banca, in piazza mons. Almici 11 (Brescia Due). Anticipiamo i profili dei missionari scelti dalla Commissione per il prestigioso riconoscimento Don GIUSEPPE ZANARDINI, salesiano Nato a Brescia nel 1942, Padre Giuseppe Zanardini vive in America Latina dall’ottobre 1978 dove ha inizialmente diretto la scuola tecnica salesiana. Nel 1982 per i giovani della Scuola Tecnica Salesiana e per i baraccati del fiume Paraguay inizia, sul modello dei villaggi LA FAMIGLIA del bresciano Padre Marcolini, la costruzione di alcuni villaggi, attività che si protrae fino oggi. Ogni famiglia, sul terreno che le è assegnato, porta la propria roba. Con l’aiuto dei vicini si costruiscono casette in legno o in muratura con materiali forniti da Padre Giuseppe, comprati con l’aiuto economico di vari gruppi di amici italiani e spesso anche con progetti finanziati dalla Comunità europea. I villaggi costruiti sono, ad oggi, 14 e le famiglie alloggiate nelle casette, per lo più costituite da giovani coppie, sono circa 2000. In ogni villaggio si è provveduto a realizzare tutte le urbanizzazioni ed infrastrutture quali: strade, pozzi, servizi, chiesa, infermeria, che vengano gestiti comunitariamente dagli abitanti per i quali sono state promosse forme di cooperazione per la coltivazione degli orti. Dal 1985 ha seguito personalmente la situazione precaria degli indios, della loro sopravvivenza culturale e fi sica, dei loro diritti calpestati. La comunità indigena degli Ayoreos ha contraccambiato la sua dedizione adottandolo. Per gli Indios ha favorito una maggiore conoscenza dei diritti dei minori e della famiglia indigena, ideando e costruendo in Asuncion la cosiddetta “Casa Indigena”, punto di riferimento nella metropoli per le famiglie degli Indios di tutte le etnie che provengono dal Chaco e dalla foresta, per soggiorni ed informazioni onde accedere a ospedali, Uffici amministrativi e così via. Con l’aiuto degli anziani, ha scritto la prima grammatica e il vocabolario ayoreo-spagnolo, facendo conoscere la lingua ayoreo anche al Ministero dell’Educazione dello Stato Paraguaiano, asserendo che il rispetto di ogni lingua è il primo gradino per favorire e proteggere la pace in un Paese. È l’autore del primo libro realizzato per i bambini indios dell’etnia Ayoreo intitolato “Beyori ga yicatecacori” (“Continuiamo leggendo”), un testo di fondamentale importanza per consentire l’apprendimento della lingua spagnola ai bambini indios (in verità non solo ai bambini). Essi infatti utilizzano con difficoltà il libro essendo a loro sconosciuta la scrittura basando la trasmissione della propria storia e delle tradizioni sulla narrazione orale. Oltre alla realizzazione del materiale didattico, a lui si deve anche la costruzione della scuola per la comunità indigena di Isla Alta (al confine con il Brasile). Promuove l’autogestione delle risorse, l’organizzazione comunitaria, l’evangelizzazione e l’istruzione volta a conservare la cultura e le tradizioni originarie. Collega i Gruppi etnici paraguaiani con quelli che stanziano in Bolivia e in Brasile. All’attività missionaria affi anca, con sempre maggiore impegno, quella divulgativa a difesa dei diritti dei campesinos e degli Indios con numerosi interventi sulla stampa e in congressi e conferenze internazionali. Nel 1989 ha promosso la Casa di accoglienza “Don Bosco Roga” per i bambini che vivono di espedienti e dormono sui marciapiedi di Asuncion. L’opera accoglie stabilmente da 50 a 70 ragazzi ai quali offre un tetto, un pasto, ma anche un laboratorio per l’apprendimento di un mestiere. È Docente di Antropologia sociale presso l’Università cattolica “Nuestra Señora de la Asuncion”.