L’incontro del 2 giugno a Parma ha ispirato
a don Remo Bracchi la seguente poesia:
Gli stessi e diversi
E tutto è rimasto qual era
a fiore del vento sospeso,
così come un giorno che mai scorre a sera,
in volo gabbiano che più non ha peso.
Le stelle non hanno frontiera
nel sogno che pencola teso
fra quello che è stato, fra ciò che si spera,
nel tempo trascorso e che irrompe già atteso.
Fu come specchiarsi a fontana
che mormora il canto d’allora,
di luce rifranta d’un’alba lontana.
Immota, ma un’ala la sfiora,
smarrita su tenebra arcana:
la stessa e diversa, che fu e non è ancora.
Firenze, 06 giugno 2005