Archivio per la categoria ‘scienza e fede’

Bertone (card.) e Galileo – da Gusmini

Dicembre 15, 2008

DIBATTITO –  Roma 26.11.2008
 Il cardinale Bertone: «Le lacune dei teologi dipendevano dalla mentalità dell’epoca, lo scienziato era un uomo di fede»

Galileo e Chiesa processi finiti
 DA ROMA GIOVANNI GRASSO

 Ravasi: ripubblichiamo tutte le fonti della diatriba col Vaticano Amaldi: tra i ricercatori c’è una «trascendenza orizzontale».
 Guarguaglini: sulle domande ultime la risposta è religiosa


 Galileo Galilei fu un grandissimo scienziato e contemporaneamente un uomo con profondo senso religioso. A dimostrazione che il rapporto tra scienza e fede è perfettamente componibile senza strappi o lacerazioni. È quanto ha detto, in sintesi, il segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone, che è intervenuto ieri al convegno « La scienza 400 anni dopo Galileo Galilei. Il valore e la complessità etica della ricerca tecno­scientifica contemporanea » , promosso dalla Finmeccanica presso il complesso monumentale del Santo Spirito.

  « In questi ultimi anni – ha detto Bertone – ci sono stati interventi chiarificatori che, se hanno con grande sincerità posto in luce lacune di uomini di Chiesa legati alla mentalità dell’epoca, hanno permesso al tempo stesso di far risaltare la ricca personalità di questo scienziato che con il cannocchiale astronomico scoprì che la Terra non è il centro di tutti i movimenti celesti. Quel che mi pare debba essere sottolineato è che Galileo, uomo di scienza, ha pure coltivato con amore la sua fede e le sue profonde convinzioni religiose. Galileo Galilei è un uomo di fede che vedeva la natura come un libro il cui autore è Dio » . E ha citato a questo proposito un famoso scritto di Galileo in cui lo scienziato affermava: « L’intenzione dello Spirito Santo essere d’insegnarci come si vada al cielo, e non come vada il cielo » . Distinzione dei piani, dunque, ma non contrasto, anzi necessità di collaborazione. E, in particolare negli ultimi anni, che hanno conosciuto uno sviluppo tecnico e scientifico senza precedenti, « sono apparse problematiche di carattere etico e filosofico a motivo del crescente impatto antropologico e sociale di esso.

  Ecco perché – ha spiegato ancora il cardinal Bertone – si impone oggi un’attenta e profonda riflessione sulla natura, sulle finalità e sui limiti della ricerca tecnica e scientifica » e, in definitiva, anche « un rinnovamento morale se si vuole che le risorse scientifiche e tecniche siano messe a servizio dell’uomo » .
  Oggi, infatti, per il segretario di Stato « da un lato si avverte l’insorgere di problematiche etiche complesse e inedite, in ragione di un divario che va allargandosi tra i rapidi sviluppi della ricerca scientifica e la disponibilità di strumenti e metodi di valutazione etica adeguati. Dall’altro siamo di fronte allo smarrimento delle leggi morali ereditate dalla tradizione, e questo facilmente degenera in assenza di leggi, come si è visto nella recente bufera finanziaria quando tutti hanno fatto appello a regole precise » . Non diverso il pensiero del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, che ha ricordato che « ciò che guida gli scienziati, tanto nella verifica empirica che nella formulazione teorica, è la ricerca della verità.

  E tuttavia – ha aggiunto – tutti gli scienziati di ogni settore, nello sviluppo e nell’applicazione della tecnologia, si prefiggono anche l’obiettivo di raggiungere un progressivo miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo » .  Ma, ha avvertito Guarguaglini, « la scienza non ha né il compito né la possibilità di fornire una risposta alle domande basilari dell’uomo; domande la cui risposta è da cercare altrove, in un’indagine parallela e contigua al cammino della scienza » . E, dunque, il preteso contrasto tra scienza e fede « oggi si rivela velleitario e anacronistico » .
  Occorre piuttosto « definire con chiarezza i campi propri di ciascuna di queste discipline, dall’altro riconoscere l’innegabile relazione che c’è tra mondo spirituale, aspirazione alla libertà e conoscenza scientifica della verità » .

 Monsignor Gianfranco Ravasi,  presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa, si è detto ottimista: dopo secoli di sterili contrapposizioni, « è ora giunto il momento di guardare al futuro dei rapporti tra scienza e fede con ottimismo, perché, come diceva Giovanni Paolo II, la scienza può purificare la fede dalla superstizione e la fede può purificare la scienza dal dogmatismo. Scienziati e teologi devono guardare reciprocamente uno nel terreno dell’altro per cercare dei punti di intersezione. Per conservare la propria identità è necessario abbandonare gli integrismi e l’arroganza che genera radicalismo perché la verità non è appannaggio soltanto di uno dei due campi, la verità si conosce anche attraverso la poesia, l’arte, la musica e la fede » . Quanto a Galileo, Ravasi ha detto: « È importante ritornare sulla sua storia e auspico che l’Archivio segreto del Vaticano ripubblichi tutti i materiali inerenti al suo processo, e che magari Finmeccanica ne sostenga la pubblicazione » . Un grande fisico, come Ugo Amaldi, ha raccontato invece come lui ha risolto il nodo che sembra da sempre opporre scienziati credenti e scienziati atei: immaginando cioè una linea di confine che includa i problemi scientifici « lasciando al fuori tutte le domande non scientifiche » . Chi nega che esista « un progetto divino sulla natura » compie in realtà secondo Amaldi « un passo di trascendenza orizzontale » che non è giustificato « dal solo sapere scientifico ma è influenzato dal vissuto personale e da considerazioni filosofiche e sapienziali, che si trovano al di fuori del confine » .

  Mentre « non è sostanzialmente diverso il comportamento di colui che, guidato dalla sua diversa esperienza esistenziale e dalla sua ragione filosofica e ragionevolezza sapienziale, uscendo dal confine del sapere scientifico compie un passo di trascendenza verticale scegliendo, ad esempio, un’opzione religiosa o filosofica che privilegia la centralità dell’uomo nella natura » . E, dunque, la metafora del confine « mostra che, comunque e sempre, l’intelletto compie un passo di trascendenza: alcuni scelgono la trascendenza orizzontale, altri la trascendenza verticale, e le motivazioni stanno tutte al di fuori del confine del sapere scientifico » .  All’incontro di Finmeccanica che anticipa le celebrazioni galileiane, previste per il 2009 – ovvero a 400 anni dalla prima volta che Galileo puntò il telescopio sul cielo di Padova – hanno preso parte anche padre George V. Coyne, presidente emerito della Specola vaticana, il matematico Edoardo Vesentini e Riccardo Chiaberge, direttore del supplemento culturale domenicale del Sole 24 Ore.

 

Ravasi: nell’«anno di Galileo», scienza e teologia tornino a operare insieme
 «Galileo Galilei non fu mai condannato» e il Vaticano vuole far ripubblicare gli atti del processo per «rinfrescare la memoria» di quanti attendono ancora «pentimenti» che non avrebbero ragion d’essere: lo ha annunciato il presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, monsignor Gianfranco Ravasi (a destra nella foto), a margine di un incontro tra le pontificie accademie. «Il Papa – ha detto Ravasi – non firmò la sentenza e i cardinali non raggiunsero l’accordo per la condanna, per questo sarebbe bene ripubblicare gli atti nella loro totalità, in modo da averli ancora a disposizione in una edizione la più possibile accurata e rigorosa dal punto di vista critico». Senza però voler «ritornare sempre – ha sottolineato Ravasi – a usare la storia come un tribunale, il che permette, sì, di purificare il passato, però adesso dobbiamo guardare verso il futuro». In vista dell’Anno galileiano Ravasi annuncia alcune iniziative vaticane: una riflessione sul tema dell’evoluzione biologica; la partecipazione al quattrocentenario delle rilevazioni di Galileo col cannocchiale; un grande convegno, a marzo, con teologi, scienziati e filosofi; infine una riflessione su fede e ragione. Alla fine – ha concluso Ravasi – «l’ oggetto della scienza e della teologia è comune: insieme consideriamo la realtà e il cosmo. Occorre tornare alla verità, a qualcosa che ci precede e ci eccede, nei cui confronti però dobbiamo muoverci, seppure con percorsi diversi, per scoprirne la complessità».

 

     

Scienza e fede

Dicembre 8, 2008

LA PARTICELLA DI DIO (il bosone di Higgs) E I MISTERI DELLA FEDE  – da samuele baio

 

1.       Il cristianesimo è irrazionale ed a-scientifico e i cristiani sono allocchi ed allucinati

A monte delle posizioni – importantissime – della Chiesa sugli argomenti fondamentali spirituali e di etica personale, sociale ed economica esiste il problema della credibilità del sistema di valori su cui si basa il cristianesimo derivanti da Dio Padre, Figlio e Spirito Santo  - Trinità – , senza del quale la nostra religione vale quanto un’altra. Sopranaturale, trascendente, non contro il naturale.

In questo momento storico in cui la scienza è assunta a “verbo”,  rivisitare con forza le Verità e ribadire che vi è armonia tra scienza ragione e fede è una delle dimensioni che rende credibile il cristiano, accanto alle altre.

A questo proposito  cito due testi: il primo dell’ateo  Ernesto Galli Della Loggia (Corriere 3 novembre 2008).  “La critica della religione è rimasta il solo e vero denominatore comune sopravissuto alle infinite vicissitudini della cultura moderna. Dell’illuminismo, del marxismo, del darwinismo, del freudismo e di ogni altro “ismo” tutti gli snodi e gli assunti sono stati di volta in volta smentiti, contraddetti ed abbandonati. Una sola cosa è restata: l’idea che la religione e quindi innanzitutto0 il cristianesimo, rappresenta la prima alienazione” dell’umanità premoderna, di cui i tempi nuovi esigono che ci si sbarazzi. La religione è diventata intellettualmente impresentabile e dunque sempre meno rappresentata culturalmente. “

Il secondo è un breve estratto del recente discorso del Papa Benedetto XVI  alla Pontificia accademia delle scienze (ottobre 2008). “ Nonostante elementi irrazionali, caotici e distruttivi nei lunghi processi  di cambiamento del cosmo, la materia in quanto tale è “leggibile”. Possiede una matematica innata. (Questo grande papa ha colto nel segno come dirò di seguito!)  Evolvere significa letteralmente “srotolare un rotolo di pergamena, cioè leggere un libro”  Galileo vedeva la natura come un libro il cui autore è Dio.” 

Il problema: perché Dio può fare e disfare a suo piacimento qualsiasi cosa (nascita da una Maria Vergine, risurrezione, miracoli vari, etc.) contravvenendo al principio di non contraddizione, contro quindi le regole matematico-fisiche che lui stesso aveva definito in natura?   Astraendo:  è una questione di fede – ragione – scienza, visti  come campi  in contraddizione.  Dal punto di vista teologico/filosofico si dice che Dio opera mediante la natura senza contraddirla. Il punto è cercare di capire come ciò potrebbe avvenire in pratica. Diversamente ogni speculazione fi8losofico/teologica potrebbe essere confutata.

La cultura in generale, tramite i suoi canali multimediali, dipinge i cristiani come allocchi, creduloni ed allucinati.  Oltre agli autori del passato e quelli non italiani, si leggano gli interventi attuali di Odifreddi, Augias, Piovani, Veronesi, etc. Ed anche qualche “teologo”  del tipo Hans Kung.  Il cristianesimo è una religione costruita, vi sono enormi contraddizioni nella Bibbia, la risurrezione è un fatto di allucinazione collettiva, etc. La scienza (o scientismo) è il nuovo Dio,  gli scienziati sono i guru che dicono la loro verità cui i comuni mortali devono credere. Il cristianesimo è a-scientifico ed irrazionale.

Ovviamente autori  e scienziati che  contraddicono  questa tesi sono messi in disparte o trattati con sufficienza.

 

 

2.      Obiettivo

L’obiettivo che mi propongo è quello di indicare alcune piste di ricerca scientifica applicata ai misteri della fede che si collegano alla “matematica innata” nonché alla fisica attuale, due campi in cui si è talmente avanti da divenire irriconoscibili rispetto a pochi decenni fa’.   Dio non si contraddice con le leggi sulla natura (qualunque essa sia, inanimata od animata).  Anche nel caso di miracoli ( definito fatto improbabile il cui effetto è quello di attuare il disegno di Dio sull’universo)  Egli userebbe delle leggi che noi  possiamo solo intuire o dedurre, ma non conosciamo pienamente (diversamente saremmo Dio  - si ricordi l’albero della conoscenza ….) Premessa fondamentale:  vengono esposte di seguito  alcune teorie e fatti in modo sintetico e divulgativo. Per chi è interessato la seguente bibliografia può essere di aiuto.

-          Frank J. Tipler  - La fisica del cristianesimo – Mondadori.  Professore di fisica matematica alla Tulane Univesity a New Orleans. Espone idee ardite o temerarie, che comunque provocano ed affascinano

-          Colombo, Giorello, Sindoni – L’intelligenza dell’universo – Piemme. Fisici e filosofi

-          Jean Guitton – Dio e la scienza – Bompiani  (in collaborazione con Grichka ed Igor Bogdanov). Filosofo

-          Hans Kung – L’inizio di tutte le cosa – Rizzoli. Teologo

-          Brian Green – L’universo elegante – Einaudi. Fisico-matematico prof. Alla Columbia University di New York

-          Francis S. Collins – Il linguaggio di Dio – Sperling & Kupfer. Genetista di fama internazionale, a lungo a capo del Human Genome Project. Da ateo a fervente credente.

-          Martin Rees – I sei numeri dell’universo –  Rizzoli. Sir Martin Rees è uno dei più eminenti astrofisici teorici della nostra epoca.

-          Grichka ed Igor Bogdanov – Prima del big bang: l’origine dell’universo – Longanesi.  Fisico-matematici, (Academie nationale des Sciences) tramite strumenti matematici avanzati hanno proposto una teoria affascinante sulla Singolarità iniziale.

 

3.  Il metodo matematico-fisico

La fisica procede di pari passo con la matematica.  Dalle osservazioni o intuizioni viene ricavata una teoria con il supporto della matematica e quindi detta teoria viene sottoposta a verifica sperimentale.  La fisica stimola la matematica ad elaborare nuovi metodi (es. gruppi quantistici). Per gli argomenti di queste riflessioni si entra nel mondo  di ordini di grandezza infinitamente piccoli (fisica delle particelle e meccanica quantistica) o infinitamente grandi (astrofisica, cosmologia),  i cui concetti sono al di fuori della portata della normale esperienza.

Ad esempio. Einstein ha scoperto la teoria cosiddetta della relatività generale con delle intuizioni supportate da equazioni e quindi c’è stata  la verifica sperimentale.  Dico cosiddetta perché Einstein l’aveva chiamata la teoria della invarianza (la velocità della luce è costante qualunque sia il moto dell’osservatore). E’ quindi una teoria dell’assoluto.  Curiosità: dato che Einstein “credeva” che l’universo fosse statico e questo non risultava dalle equazioni, aveva introdotto una “costante cosmologica”  per permettere una coerenza tra quanto credeva ed il risultato delle equazioni.  Qualche decennio più tardi invece si è dimostrato che l’universo è in espansione e la costante cosmologica ha assunto un altro significato. Ma la validità della teoria rimane.

Cito alcune grandezze a livello dell’ infinitamente grande: il big bang è avvenuto 13,7 miliardi di anni fa, le distanze si misurano in anni luce (la luce viaggia a 300.000 KM/sec.), il numero di galassie è dell’ordine di miliardi, il numero di stelle e pianeti per galassia è anch’esso dell’ordine di grandezza di miliardi, l’universo ha un diametro di circa 10 miliardi di anni-luce. Inoltre si sta formando la convinzione/certezza che potrebbero esistere molti universi (multiverso), come risulterebbe dal complesso sistema di equazioni fisico-matematiche. Nota. Alcuni studiosi hanno calcolato che gli uomini vissuti sulla terra a partire dall’homo sapiens siano ad oggi circa 60 miliardi. Pochissimi … e quando risorgeremo ci sarà “spazio”  per tutti ….

A livello micro cito solamente  il muro di Plank, la più piccola unità misurabile in termini di spazio (10 elevato  meno 33 cm) e di tempo (10 elevato meno 43 sec. il tempo necessario perché la luce percorra lo spazio di Plank)

 

4.      In principio erat Verbum 

La teoria fisico-matematica attuale ( il lavoro dei fratelli Bodjanov trova un vasto consenso) postula che prima del big bang “caldo” (13,7 miliardi di anni fa) vi sarebbe stato un big bang “freddo”, un punto 0, una singolarità iniziale ( o Singolarità) in cui le condizioni sarebbero state di zero materia-energia ed infinito di informazione (secondo la funzione di Dirac). Quindi tutte le informazioni per la creazione della materia/energia, spazio/tempo erano presenti in questa  Singolarità. Lo 0 zero non vuol dire vuoto, che non esiste. Da qui si deduce che la vera questione è la scelta tra Dio o il caso. L’evoluzione sarebbe quindi  un falso problema, essendo tutte le informazioni e logiche di sviluppo dell’universo già presenti (i sei numeri di Martin Rees, certi numeri apparentemente numerosi come il pi greco).  Dopo questa singolarità gli studiosi parlano di fluttuazioni quantistiche che arrivano al big bang caldo con la creazione di materia ed energia nello spazio/tempo.   E’ impressionante come S. Giovanni sia stato ispirato a parlare di “Verbum”, che si può tradurre con “informazione infinita”. Cos’è la parola, la ragione (logos) senza informazioni da elaborare  e comunicare?

 

5.  I campi  fondamentali della fisica

I tre capitoli fondamentali della  la fisica attuale sono: la meccanica quantistica, la relatività generale e relatività quantistica, il modello standard dell’atomo.

Dalla meccanica quantistica si deducono alcune conclusioni importanti. Innanzitutto che esistono molti universi (multiverso) Questa implicazione non è molto semplice da accettare anche  da premi Nobel, ma pare che non ci siano altre interpretazioni. Ovviamente i molti universi devono essere compatibili con le leggi  della fisica e così vengono esclusi ad esempio quelli improntati alla magia (Harry Potter).

Inoltre anche l’uomo deve essere  una funzione d’onda ed avere una natura quantomeccanica. Non possiamo supporre che elettroni ed atomi obbediscano all’equazione di Schrodinger etc. e noi no, anche se non ce ne accorgiamo a livello macroscopico.

Ancora: la probabilità è sempre una espressione della limitatezza della conoscenza umana e non è mai un aspetto della natura. La probabilità nella meccanica quantistica è ampiamente utilizzata ed è una espressione dell’ignoranza  umana e la teoria afferma pure che anche in linea di principio è impossibile superare questa ignoranza.  

Infine si deduce l’identità quantomeccanica e l’effetto tunnel quantistico (qui senza commento).

Tra gli aspetti derivati dalla teoria della relatività sottolineo il determinismo  che nella meccanica quantistica relativistica è chiamato unitarietà. Brevemente: il tempo procede solo in una direzione (avanti)

 

e la funzione d’onda è controllata dall’operatore di evoluzione temporale. Si dimostra che vale l’inverso di questo operatore (detto operatore hermitiano coniugato) e  questo significa che possiamo concepire il determinismo come qualcosa che opera anche a ritroso nel tempo, oltre che avanti.  Normalmente si ammette che il futuro ed il presente siano determinati da ciò che è accaduto nel passato. Ma si può ipotizzare correttamente che lo stato futuro dell’universo determini gli stati presenti e passati. In filosofia questo si chiama teleologia.  Ciò che sta accadendo oggi nell’universo è determinato anche dalla meta che è stata fissata nel futuro, nella Singolarità finale (big crunch), che dovrebbe essere uguale alla Singolarità iniziale (e cioè ritornare ad avere zero materia – energia ed infinito di informazione).  Nota. Se a queste due singolarità  si aggiunge la Singolarità del presente (senza spiegazione),  si potrebbe intuire  la Trinità.

Infine il modello standard studia le particelle che compongono l’atomo, che sono raggruppabili in due grandi famiglie: i fermioni (i mattoni della materia) ed i bosoni (dal fisico indiano Satyendra Nath Bose) che sono campi di forza. Non sto ad elencare le particelle e le antiparticelle, i neutrini (importantissimi) le forze, la materia e l’antimateria, etc.  Parlo solo del campo bosonico di Higgs e della sua importanza. Secondo il modello standard  questo campo bosonico pervade tutto lo spazio con una enorme potenza ed una densità di circa 10 elevato 26 grammi per centimetro cubo (l’acqua è 1 grammo e l’aria  10 elevato  a meno 3) Esso fa si che le particelle della forza debole (la spiegazione sarebbe troppo lunga) abbiano massa.

Se tramite il Large Hadron Collider  del CERN di Ginevra (gli adroni: altro nome) si potessero individuare i campi di Higgs (dedotti per via matematica/fisica), in cui la carica di una o più particelle si convertirebbe in materia grazie alla equivalenza di Einstein fra massa ed energia (E= m cquadrato), si darebbe un fondamento sperimentale alla teorie, non ancora ben giustificate ancorchè fisicamente le uniche sensate.  Può esistere teoricamente un meccanismo di Higgs capace di dare massa a particelle subatomiche. Questo potrebbe essere uno dei tanti meccanismi possibili per arrivare a completare coi parametri mancanti quel modello standard che serve per capire la primordiale formazione delle masse. E spiegare alcuni enigmi astronomici quali la materia oscura e l’energia oscura, che insieme alla materia “visibil” riempie l’universo perché il vuoto non esiste!

I  giornalisti hanno coniato uno slogan ad effetto, ancorchè sensato: la particella di Dio!  Vedremo la reazione degli atei….

Infine nel modello standard la generazione di particelle barioni e leptoni è chiamato bariogenesi di sphaleron (greco: pronto a cadere),  che presuppone energie elevatissime. Questo processo potrebbe essere utilizzato per convertire integralmente materia in energia. Se riuscissimo a scoprire il modo per servirci di questo processo avremmo una fonte nuove e potente di energia che convertirebbe il 100% della massa in energia, invece dell’1%  scarso  come accade nelle reazioni nucleari.

Curiosità. Da calcoli  derivanti dal limite di Bekenstein si deduce che un uomo può essere descritto  al massimo da 3,2 per 10 elevato 44 byte e che è composto da 10 elevato 28/29 atomi….

 

 

 

 

6.       La risurrezione

Tutte le verità rivelate avrebbero (o si potrebbe dedurre) un fondamento scientifico:  Incarnazione, Resurrezione, Immacolata concezione,  Assunzione,etc . Il libro di Tipler ripercorre queste verità alla luce delle teorie di cui sopra.

Ad esempio: la Resurrezione, è un fatto possibile secondo le leggi della fisica.  Infatti la legge che sta alla base della resurrezione di Gesù è quella scoperta da Gerardus’t Hooft  nel 1976, premio Nobel nel 1999.  Si tratta della annichilazione barionica tramite effetto tunnel elettrodebole o bariogenesi elettrodebole o di sphaleron. (qui senza spiegazione)  Questo provocherebbe una improvvisa smaterializzazione (sparizione dalla vista) e rimaterializzzione (apparizione in una stanza). La reazione essenziale  è quella  che convertirebbe un protone ed elettrone in neutrini ed antineutrini. La materia del corpo di Gesù potrebbe essere stata convertiti in neutrini. La trasfigurazione invece potrebbe essere avvenuta tramite conversione di materia in fotoni (luce sfolgorante).

Questo fenomeno della bariogenesi non può attualmente essere osservato nei nostri acceleratori di particelle perché dai calcoli richiederebbe una energia di 10TeV, cioè 10 trilioni di elettronvolt. Il Cern con l’esperimento del LHC fornirebbe solo 5 TeV (ed i limiti costruttivi sono apparsi evidenti perché si è subito arenato ….)  Si potrebbe inoltre studiare la Sindone ed il sudario di Oviedo con metodi fisici perché secondo questa ipotesi, i neutrini avrebbero avuto una interazione con gli atoni del lino appena sufficiente per sollevarla ed avrebbero allontanato i grumi di sangue sopra incollati.

In questo ragionamento  vi è una lacuna:  come potrebbe essere creato un  campo di sphaleron su scala macroscopica?  Ai posteri …..  Comunque già nel passato veniva adombrata una ipotesi del genere. Si ricordi che Don Pace proponeva una interpretazione del passaggio di Gesù attraverso le porte dopo la risurrezione dicendo che veniva  applicata una forza maggiore di quella che teneva insieme gli atoni (gluone, energia forte).

 

Conclusione

Alcune teorie potrebbero essere smentite. (vedi l’espansione dell’universo di Einstein; anche Galileo credeva che l’orbita terrestre fosse circolare, mentre è ellittica e non aveva saputo spiegare perché la luna ruotasse attorno alla terra …..). Altre ne potrebbero nascere derivanti dagli studi sempre più approfonditi. La sostanza comunque non cambia: se tutto potrebbe essere dimostrabile e soprattutto se la Risurrezione non è un fatto di allucinazione, allora la Verità  è una ed una sola.  Con tutte le conseguenze del caso.

Mi spiace che la Chiesa non sia attrezzata (o non mi risulta, anche se vi sono illustri  personaggi dal canonico astrofisico Lemaitre (cui è dovuta la teoria del big bang) a Cabibbo per affrontare temi di matematica e fisica applicati alle Verità rivelate, che sono alla base del DNA, dell’ingegneria genetica, della neuronica, etc.  Ma forse è nella natura stessa del Creato le del Creatore lasciare evolvere il processo con sempre nuove conoscenze, svelare la Verità un po’  per volta, “srotolare il libro” che ha scritto.