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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 08:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DA GIORGIO PONTIGGIA LETTERA DA PUGNIDO PER L’AVVENTO E NATALE 2009 E IL NUOVO ANNO 2010 Carissimi, quest’anno vengo a celebrare il Natale in Italia per tornare immediatamente a celebrarlo qui a Pugnido il 7 gennaio. Questo messaggio parte con me dall’Etiopia. Incontrerò molti di voi a Caslino d’Erba, a Sesto San Giovanni … e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=56&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DA GIORGIO PONTIGGIA</p>
<p>LETTERA DA PUGNIDO PER L’AVVENTO E NATALE 2009 E IL NUOVO ANNO 2010 Carissimi, quest’anno vengo a celebrare il Natale in Italia per tornare immediatamente a celebrarlo qui a Pugnido il 7 gennaio. Questo messaggio parte con me dall’Etiopia. Incontrerò molti di voi a Caslino d’Erba, a Sesto San Giovanni … e in altri paesi d’Italia per rivolgervi di persona i miei auguri. La posta e Internet sono specialmente per chi non potrò incontrare. BUON AVVENTO. Il Signore dice: ‘Consolate, consolate i miei figli!’. Riavviviamo la nostra fiducia in lui, nostro Padre che ci ma al punto di spendere per noi il suo Figlio. BUON NATALE. Con Maria, Giuseppe, i pastori, i Magi, uniamo la nostra vita a quella di Gesù: ‘Non sono più io che vivo, è Lui che vive in me’. BUON ANNO. Se l’oggetto dei nostri desideri è ciò che è vero, buono, bello, lo Spirito Santo non manchera’ di portarlo a compimento. Lascio per un po’ di tempo i miei bambini e la mia gente di Pugnido per tornare con nuove energie in mezzo a loro. Scrivevo a fine estate: ‘Non è piovuto nel tempo della semina. Il granoturco e il sorgo sono seccati. Guardiamo ai prossimi mesi con la certezza della fame che colpirà le famiglie. Per quasi tutti loro siamo noi l’unico appiglio, il segno della Provvidenza. Ci impegniamo a non lasciarli soli, appellandoci al vostro aiuto. Da fine settembre dobbiamo distribuire ogni giorno 500 pasti, senza contare gli interventi straordinari dovuti alla carestia.’ Spero di tornare dall’Italia a mani piene per donare cibo, istruzione, cure mediche a questi piccoli e alle loro famiglie. Sosteneteci anche con la vostra indispensabile preghiera. Anche noi non manchiamo di ricordarvi al Signore. Abba Giorgio con Giancarlo.</p>
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		<title>Un premio a don Zanardini</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 10:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;PREMIO CUORE AMICO 2009&#8243; La XIX edizione del Premio si terrà a Brescia, sabato 17 ottobre, alle ore 9,30, nella sala conferenze UBI Banca, in piazza mons. Almici 11 (Brescia Due). Anticipiamo i profili dei missionari scelti dalla Commissione per il prestigioso riconoscimento Don GIUSEPPE ZANARDINI, salesiano Nato a Brescia nel 1942, Padre Giuseppe Zanardini [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=53&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;PREMIO CUORE AMICO 2009&#8243; La XIX edizione del Premio si terrà a Brescia, sabato 17 ottobre, alle ore 9,30, nella sala conferenze UBI Banca, in piazza mons. Almici 11 (Brescia Due). Anticipiamo i profili dei missionari scelti dalla Commissione per il prestigioso riconoscimento Don GIUSEPPE ZANARDINI, salesiano Nato a Brescia nel 1942, Padre Giuseppe Zanardini vive in America Latina dall’ottobre 1978 dove ha inizialmente diretto la scuola tecnica salesiana. Nel 1982 per i giovani della Scuola Tecnica Salesiana e per i baraccati del fiume Paraguay inizia, sul modello dei villaggi LA FAMIGLIA del bresciano Padre Marcolini, la costruzione di alcuni villaggi, attività che si protrae fino oggi. Ogni famiglia, sul terreno che le è assegnato, porta la propria roba. Con l’aiuto dei vicini si costruiscono casette in legno o in muratura con materiali forniti da Padre Giuseppe, comprati con l’aiuto economico di vari gruppi di amici italiani e spesso anche con progetti finanziati dalla Comunità europea. I villaggi costruiti sono, ad oggi, 14 e le famiglie alloggiate nelle casette, per lo più costituite da giovani coppie, sono circa 2000. In ogni villaggio si è provveduto a realizzare tutte le urbanizzazioni ed infrastrutture quali: strade, pozzi, servizi, chiesa, infermeria, che vengano gestiti comunitariamente dagli abitanti per i quali sono state promosse forme di cooperazione per la coltivazione degli orti. Dal 1985 ha seguito personalmente la situazione precaria degli indios, della loro sopravvivenza culturale e fi sica, dei loro diritti calpestati. La comunità indigena degli Ayoreos ha contraccambiato la sua dedizione adottandolo. Per gli Indios ha favorito una maggiore conoscenza dei diritti dei minori e della famiglia indigena, ideando e costruendo in Asuncion la cosiddetta “Casa Indigena”, punto di riferimento nella metropoli per le famiglie degli Indios di tutte le etnie che provengono dal Chaco e dalla foresta, per soggiorni ed informazioni onde accedere a ospedali, Uffici amministrativi e così via. Con l’aiuto degli anziani, ha scritto la prima grammatica e il vocabolario ayoreo-spagnolo, facendo conoscere la lingua ayoreo anche al Ministero dell’Educazione dello Stato Paraguaiano, asserendo che il rispetto di ogni lingua è il primo gradino per favorire e proteggere la pace in un Paese. È l’autore del primo libro realizzato per i bambini indios dell’etnia Ayoreo intitolato “Beyori ga yicatecacori” (“Continuiamo leggendo”), un testo di fondamentale importanza per consentire l’apprendimento della lingua spagnola ai bambini indios (in verità non solo ai bambini). Essi infatti utilizzano con difficoltà il libro essendo a loro sconosciuta la scrittura basando la trasmissione della propria storia e delle tradizioni sulla narrazione orale. Oltre alla realizzazione del materiale didattico, a lui si deve anche la costruzione della scuola per la comunità indigena di Isla Alta (al confine con il Brasile). Promuove l’autogestione delle risorse, l’organizzazione comunitaria, l’evangelizzazione e l’istruzione volta a conservare la cultura e le tradizioni originarie. Collega i Gruppi etnici paraguaiani con quelli che stanziano in Bolivia e in Brasile. All’attività missionaria affi anca, con sempre maggiore impegno, quella divulgativa a difesa dei diritti dei campesinos e degli Indios con numerosi interventi sulla stampa e in congressi e conferenze internazionali. Nel 1989 ha promosso la Casa di accoglienza “Don Bosco Roga” per i bambini che vivono di espedienti e dormono sui marciapiedi di Asuncion. L’opera accoglie stabilmente da 50 a 70 ragazzi ai quali offre un tetto, un pasto, ma anche un laboratorio per l’apprendimento di un mestiere. È Docente di Antropologia sociale presso l’Università cattolica “Nuestra Señora de la Asuncion”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/amicinave2008.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/amicinave2008.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/amicinave2008.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/amicinave2008.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/amicinave2008.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/amicinave2008.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/amicinave2008.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/amicinave2008.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/amicinave2008.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/amicinave2008.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/amicinave2008.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/amicinave2008.wordpress.com/53/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/amicinave2008.wordpress.com/53/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/amicinave2008.wordpress.com/53/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=53&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 15:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[SAMUELE BAIO LA VARIABILE DIO   Riccardo Chiaberge, Longanesi.   Riccardo Chiaberge intervista Padre George Coyne, gesuita e “astronomo di Wojtyla”, ex direttore della Specola Vaticana  e Arno Penzias, ebreo, premio Nobel, scopritore della radiazione di fondo con la quale è stato datato il big bang (circa 13,7 miliardi di anni fa). L’intento è quello di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=52&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">SAMUELE BAIO</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">LA VARIABILE DIO<span>   </span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><em><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Riccardo Chiaberge, Longanesi.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Riccardo Chiaberge intervista Padre George Coyne, gesuita e “astronomo di Wojtyla”, ex direttore della Specola Vaticana<span>  </span>e Arno Penzias, ebreo, premio Nobel, scopritore della radiazione di fondo con la quale è stato datato il big bang (circa 13,7 miliardi di anni fa).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’intento è quello di chiarire il rapporto tra scienza e<span>  </span>fede attraverso alcuni argomenti quali il paradiso, l’evoluzionismo ed il disegno intelligente, il big bang ed infine “Addio al concilio e le nuove paure della Chiesa”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La tesi dell’autore è chiara: dimostrare l’oscurantismo ancora imperante nella Chiesa a proposito del rapporto tra scienza e fede.<span>  </span>Lo scienziato crede perché crede, la scienza è un’altra cosa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Alcuni passi e commenti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span><span><span style="font-size:small;">1.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span></em><span style="font-size:small;">“Un punto fermo ormai acquisito è che l’universo ha avuto un principio. Questo implica che avrà una fine?&#8230;.il punto Omega che segnerebbe la fine del tempo …. “<em>è un nonsense, una sciocchezza!”</em> <em>(dicono i due scienziati) </em>Questo significa che potrebbe essere eterno, infinito nello spazio e nel tempo<em>.<span>  </span>“Proprio così”. </em><span>  </span>Ma se non ci sarà fine del tempo, se l’apocalisse resterà un mito, un altro pezzo del racconto biblico viene azzerato dall’evidenza scientifica.<span>  </span>Niente dies irae, niente giudizio universale.<span>   </span>( proposito del dies irae, l’autore – ignorante &#8211; lo attribuisce alla Apocalisse di S. Giovanni, mentre è noto che è un cantico attribuito a Tommaso di Celano …..) . (pag. 79 – 80). <em>Commento:<span>  </span>quindi niente resurrezione</em><span>  </span>…. <em>Ma lo sa padre Coyne che eminenti scienziati (anche non cattolici) sostengono la tesi contraria,sulla base di considerazioni scientifiche quali l’entropia, i buchi neri, etc .e che le stelle si spegneranno, incluso il sole, con le conseguenze del caso della vita sulla terra?</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span><span><span style="font-size:small;">2.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span></em><span style="font-size:small;">Padre Coyne critica le conclusioni della Commissione pontificia su Galileo, di cui ha fatto parte<span>  </span>(pag. 134 ):. <em>Commento . ma sa quel che dice? Perché si presta a strumentalizzazioni plateali? Cosa faceva nella commissione?</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span><span><span style="font-size:small;">3.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span></em><span style="font-size:small;">“Dopodiché<span>  </span>la fabbrica dei bebè in vitro diventa fenomeno di massa <em>( sic…), </em>la mappatura del genoma un business miliardario e la medicina annuncia ogni giorno nuovi miracoli. La Chiesa si arrocca sulla difensiva, premendo su parlamenti e governi per frenare e regolamentare le applicazioni più spericolate della tecnologia biomedica. Si affievolisce fino a spegnersi l’euforia conciliare per la ricerca e prevale il timore, il senso di una minaccia incombente sull’integrità e la dignità della “persona umana”…..Papa Ratzinger nella conferenza di Ratisbona ha ripreso la distinzione tra una ragione ristretta tipica della scienza e d una ragione estesa che coincide con la fede e comprende in sé la prima …..la collaborazione quasi paritaria tra uomini di scienza e uomini di<span>  </span>fede vagheggiata dal Concilio si rovescia in una auspicata supremazia della Chiesa sul mondo della ricerca.<span>  </span>La scienza atea è additata, insieme al relativismo etico, come il nemico da sconfiggere, il male assoluto della società contemporanea. (pag. 154)<em></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span><span><span style="font-size:small;">4.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span></em><span style="font-size:small;">Padre Coyne: “La Chiesa preferisce separare lo spirituale, il trascendente dall’immanente, perché Dio deve avere tutto sotto controllo, deve essere Lui quello che mette l’anima dentro al corpo. Io non vedo perché. Nel mio credo religioso Dio crea in continuazione: questo collima con quanto noi apprendiamo dall’evoluzione, Dio alimenta continuamente questo universo, ma lo condivide e vi partecipa” (pag. 160). <em>Commento: quale differenza con Allah, che tutto governa fin nei minimi dettagli? Se è vero, cosa c’entra l’evoluzione?<span>  </span>Perché è contro il disegno intelligente?<span>  </span>Non si capisce quello che dice.</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">5.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;">La<span>  </span>Chiesa cattolica ha fatto spesso sentire la sua voce (e impiegato, finché le è stato possibile, il proprio apparato repressivo) per combattere teorie o scoperte che mettessero in dubbio i precetti o la lettera delle Sacre Scritture. Anche i musulmani. Abdus Salam<span>    </span>“molti musulmani oggi comprano la tecnologia dall’occidente, credendo che la tecnologia sia neutrale, ma scoraggiano lo studio<span>  </span>della scienza, convinti che la scienza sia razionalismo ed induca alla apostasia”<span>   </span>(pag. 171)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">6.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;">Lo sviluppo della scienza “ è dovuta al carattere fondamentalmente ambiguo della cristianità che la rende più instabile di ogni altra confessione, aperta a una pluralità di interpretazioni che scatenano rivolte, persecuzioni e guerre di religione, ma anche libertà intellettuale e progresso scientifico. ….Ogni volta che l’autorità papale <span> </span>è scesa in campo per sbarrare il passo a qualunque nuovo avanzamento della ragione umana è uscita sostanzialmente sconfitta….. (pag. 173)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">7.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span><span style="font-size:small;">Dopo gli entusiasmi conciliari per la modernità e il progresso scientifico,<span>  </span>la Chiesa tende ad arroccarsi sulle difensive. ….Il papa ed i vescovi hanno tutti i diritti di dire la loro in materia per esempio di fecondazione assistita e ricerca sugli embironi…poi però devono essere le istituzioni a decidere a maggioranza, tenendo conto anche della sensibilità dei credenti, ma senza ridursi passivamente a braccio secolare della Chiesa. Tropo spesso invece, soprattutto in Italia, i parlamentari cattolici sembrano più inclini a compiacere i vescovi che a fare gli interessi dei propri elettori …..<span>  </span>(pag. 183)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Alcune considerazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Ma<span>  </span>i gesuiti – padre Coyne<span>  </span>-<span>  </span>sanno quello che dicono e le strumentalizzazioni<span>  </span>che possono indurre ?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Lo scienziato padre Coyne è aggiornato sulle ultime scoperte (es. Tifler – La fisica del Cristianesimo)? </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Come altri libri (Odifreddi, Augias, etc. ) anche questo sembra apparentemente neutro e di buon senso. Ma è dannoso e profondamente stupido.<span>  </span>Tuttavia viene molto pubblicizzato.<span>  </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Un appunto alla Chiesa: sta trascurando, a mio avviso,<span>  </span>troppo la cultura e la scienza da cui discendono<span>  </span>poi il relativismo, il nichilismo, etc.<span>  </span><span> </span>Dico che<span>  </span>questo aspetto è una condizione necessaria per consolidare la nostra fede. Chiaramente non è sufficiente perché<span>  </span>manca quella parte del vissuto, della esperienza, del cuore, etc. che completa la ragione. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/amicinave2008.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/amicinave2008.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/amicinave2008.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/amicinave2008.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/amicinave2008.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/amicinave2008.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/amicinave2008.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/amicinave2008.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/amicinave2008.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/amicinave2008.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/amicinave2008.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/amicinave2008.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/amicinave2008.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/amicinave2008.wordpress.com/52/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=52&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 15:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
				<category><![CDATA[islam]]></category>

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		<description><![CDATA[BAIO SAMUELE:  L’ISLAM  DI  FRONTE  ALLA  SCIENZA   Un passo del Corano (5,64) viene interpretato dai musulmani tradizionalisti nel senso che non può esserci nessuna legge fisica perché se ci fossero leggi immutabili ciò limiterebbe Dio: “Gli ebrei hanno detto:  “ La mano di Dio è legata”. Legate siano le loro mani, ed essi siano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=49&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">BAIO SAMUELE: <span> </span>L’ISLAM<span>  </span>DI<span>  </span>FRONTE<span>  </span>ALLA<span>  </span>SCIENZA</span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Un passo del Corano (5,64) viene interpretato dai musulmani tradizionalisti nel senso che non può esserci nessuna legge fisica perché se ci fossero leggi immutabili ciò limiterebbe Dio:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Gli ebrei hanno detto: <span> </span>“ La mano di Dio è legata”. Legate siano le loro mani, ed essi siano maledetti per ciò che hanno affermato. Non solo, ma le Sue mani sono ben aperte; Egli dà a chi vuole”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In altra parole, se esistessero leggi della fisica che siano inalterabili, Dio sarebbe vincolato dall’esistenza di tali leggi. La volontà di Dio deve essere libera da vincoli e c’è, come conseguenza, una maledizione che pende sulla testa di chiunque osi sostenere che le leggi della fisica sono fisse ed immutabili. Una simile concezione non incoraggia certo la ricerca di leggi fisiche invariabili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel 1982 l’ Istituto<span>  </span>di studi politici di Islamabad raccomandò che i libri di testo venissero modificati per sottolineare che ogni mutamento era dovuto non all’azione della legge fisica, ma a Dio:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“C’è un veleno latente nel sottotitolo <em>L’energia causa i mutamenti<span>  </span></em>perché dà l’impressione che l’energia piuttosto che Allah sia la vera causa. Analogamente è anti islamico insegnare che la combinazione di idrogeno e ossigeno produce automaticamente acqua. Il punto di vista islamico è questo: quando gli atomi di idrogeno si avvicinano agli atomi di ossigeno, per volontà di Dio si forma acqua.”<span>  </span>Il sottointeso è che Dio potrebbe cambiare idea un istante dopo l l’acqua non si formerebbe più. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il filosofo Mohammed al-Ghazali (1058-1111) nel libro “L’incoerenza dei filosofi”<span>  </span>attaccava l’idea di causa ed effetto<span>  </span>e concludeva che la conoscenza scientifica è impossibile. Concludeva che le leggi fisiche non esistono perché Dio distrugge e crea l’universo in ogni istante. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Nel free pamphlet raccolto presso la Moschea Blu di Istambul anche oggi viene confermata questa impostazione.“ <span lang="EN-US">Qur’an contains many<span>  </span>verses which describe natural phenomenon in various fields such as astronomy, geology, end embryology.<span>  </span>Scientist have found its descriptions to be inexplicably valid for a book dating from the 7<sup>th</sup> century.<span>  </span>Naturally, therefore, the conflict that emerged in Europe during the Middle Ages between faith and reason, religion and science, never arose in Islam”</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-US"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Per questi motivi<span>  </span>dottrinali non si registra <span> </span>una sola scoperta scientifica significativa compiuta all’interno della storia dell’Islam dall’inizio fino ad oggi. Tutta la fisica e l’astronomia moderne derivano dalla cultura cristiana. Dal punto di vista della scienza, la civiltà islamica è come se non fosse mai esistita. Questo fatto, si ribadisce, <span> </span>è da attribuirsi alle dottrine teologiche islamiche, contrarie all’idea di leggi naturali confermate a livello sperimentale . Inoltre ne consegue che chiunque sia<span>  </span>in disaccordo con la teologia prevalente<span>  </span>venga considerato apostata e come tale passibile di pena di morte, secondo la corrente prassi giuridica. Perciò nessuno cercherà le leggi di natura. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel 1983 si tenne in Kuwait un convegno di 17 rettori di università arabe in cui il principale argomento di discussione fu la domanda “la scienza è islamica?”<span>  </span>La delegazione<span>  </span>saudita sostenne che la risposta è “no”, essendo la scienza intrinsecamente laica e quindi per ciò stesso in contrasto con il credo islamico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’unica eccezione alla regola che non vi siano stati importanti scienziati musulmani è Mohammed<span>  </span>Abdul Salam (1926 – 1996). Salam fu uno dei principali creatori del modello standard della fisica delle particelle. Ricevette il premio Nobel per la fisica nel 1979. Era un musulmano di origina pakistana. Ma un atto del parlamento pakistano nel 1974 dichiarava eretica la setta islamica ahmadi cui Salam apparteneva.<span>  </span>E perciò soggetta a persecuzione.<span>  </span>Salam lasciò il suo paese negli anni 50 e si trasferì all’università di Londra. E’ stato pure direttore del centro di fisica della materia a Miramare (Trieste).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Bisogna comunque ricordare che l’algebra vide la luce tra l’ottavo ed il nono secolo nel mondo islamico e, prima che prevalesse la prospettiva teo-filosofica<span>  </span>descritta prima, furono pubblicati anche manuali di dinamica dei fluidi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">IL CRISTIANESIMO<span>  </span>HA<span>  </span>FAVORITO<span>  </span>LO<span>  </span>SVILUPPO<span>  </span>SCIENTIFICO</span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Molti autori ormai concordano che <span> </span>la scienza moderna<span>  </span>sia stata una creazione della civiltà cristiana. Il periodo creativo della fisica e dell’astronomia greche ebbe termine attorno al 100 a.C. L’elenco di fisici ed astronomi greci più noti inizia con Pitagora di Samo<span>  </span>( 580 – 500 a.C. teorema di Pitagora<span>  </span>e scoperta dei numeri irrazionali)<span>  </span>passa poi per Euclide (323 e 285 a.C.), Aristarco di Samo ( 310 – 230 a.C., il primo a proporre un sistema eliocentrico ….), Archimede di Siracusa (290 – 211 a.C.) per finire con Tolomeo di Alessandria (100 – 179 d.C.)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Durante il Medio Evo cristiano appartenevano alla<span>  </span>matematica due delle quattro discipline del quadrivium, e cioè l’aritmetica e la geometria.<span>  </span>La nascita della scienza moderna non ebbe quindi inizio con la pubblicazione dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Isaac Newton, ma qualche secolo prima. Newton stesso riconobbe di avere avuto alle spalle dei giganti scientifici, tra cui si ricordano:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Giorndano Nemorario, che nel secolo XII aveva già formulato le leggi della statica</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Nicola Oresme, che aveva risolto l’obiezione più forte contro l’ipotesi della terra in movimento</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Giordano Buridano, che formulò la nozione di forza a distanza, arrivata a Newton attraverso Alberto di Sassonia, Leonardo da Vinci, Giambattista Benedetti e Galileo Galilei.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Giambattista Benedetti,<span>  </span>che elaborò la moderna teoria dell’onda sonora.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">ISLAM E CRISTIANESIMO:<span>  </span>DUE MONDI PARALLELI.<span>  </span>QUALI<span>  </span>PUNTI<span>  </span>DI<span>  </span>INCONTRO?</span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Uso Il rasoio di Occam riducendo le questioni<span>  </span>all’essenziale.<span>  </span>Dopo aver letto alcuni articoli comparativi <span> </span>in cui si tratta di varie questioni, prendo lo spunto dai free pamplet raccolti all’uscita della moschea blu di Istambul:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">What is Islam</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">The Qur’an: the final revelation</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span lang="EN-US"><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span lang="EN-US"><span style="font-size:small;">Prophet Muhammad (peace be upon Him)</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">In che cosa credono I Musulmani?<span>  </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Un solo Dio, non nella Trinità;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Gli angeli</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">I profeti: Adamo, Ismaele, Isacco, Mosè, Davide e Gesù: Sono tutti essere umani. In particolare, si sottolinea che Mosè era un eccellente mago (excellent in magic), migliore di tutti gli altri maghi dell’Egitto, Gesù era un guaritore (skillfull phisicians) il cui merito era curare i malati (his miracle was to cure incurable diseases). Maometto era un poeta ed oratore il cui miracolo è stato quello di produrre il Qu’ran, codice completo e completamento di tutto (final revelation).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">I libri sacri, di cui la “summa” per eccellenza che oscura tutti gli altri è il Qu’ran.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Allah è il Divino<span>  </span>Giudice, cui si riconoscono tutti gli attributi di onnipotenza, onniscienza, onnipresenza, etc.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Resurrezione nell’ultimo giorno.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I cinque pilastri dell’Islam<span>  </span>sono delle pratiche da osservare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Testimonianza: dichiarare apertamente la propria fede</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Preghiera cinque volte al giorno. I muezzin iniziano all’alba a richiamare con gli altoparlanti alla preghiera (se le nostre chiese si permettono di suonare le campane prima delle 8 vengono denunciate per disturbo alla quiete pubblica …..)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Osservanza del ramadam</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Zakah: obblighi materiali, se possibile. E’ un pagamento annuale del 2.5% del “net savings”, da spendere per il poveri orfani e bisognosi della comunità. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 0 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span><span><span style="font-size:small;">-</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:small;">Pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita se le condizioni economiche e di salute lo permettono.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Conclusione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Molto altro ci sarebbe da dire nei dettagli. Nono sono un esperto, ma dalle poche documentazioni lette posso concludere che dal punto di vista della teoria nulla ci accomuna. Cristianesimo e Islam sono due parallele che hanno un punto in comuni all’infinito (geometria docet).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Dal punto di vista pratico sicuramente ci sono dei punti di incontro perché l’umanità risiede nei cristiani e nei musulmani. (anima humana naturaliter cristiana …). Tuttavia i condizionamenti teorici, religiosi, storici, etc. sono tali da rendere difficile il dialogo e l’incontro.<span>  </span>Esempio la questione delle donne, quella della libertà e democrazia, quella della scienza, etc.<span>  </span>La Turchia, ad esempio, è uno stato che si dichiara laico ma di fatto è islamico e discrimina i cristiani. Se noi facessimo altrettanto saremmo immediatamente<span>  </span>tacciati di razzismo …</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Bibliografia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Free pamphlet – Istambul muftulugu<span>  </span>(</span><a href="http://www.istambulmuftulugu.gov.it/"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">www.istambulmuftulugu.gov.it</span></a><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Frank J. Tipler – La fisica del cristianesimo –Mondadori</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="EN-US"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Arthur J. Arberry, The koran interpreted<span>  </span>- Simon &amp; Schuster Ney York</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span lang="EN-US">Pervez Hoobody, Mohammed Abdus Salam – Islam and science.<span>  </span></span>Zed Books London</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Maurizio Brunetti , Beata matematica da Avvenire, 9 gennaio 2009.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">BAIO SAMUELE: SULLE<span>  </span>ORME<span>  </span>DI<span>  </span>SAN<span>  </span>PAOLO: L A<span>  </span>TURCHIA<span>  </span>CRISTIANA</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Riassumere la molteplicità e varietà delle emozioni e riflessioni che il cammino che abbiamo appena terminato ha suscitato in ciascuno di noi è molto difficile anche perché ogni particolare ha un suo fascino.<span>  </span>Dalla profondità dell’ approccio<span>  </span>spirituale alla meraviglia delle bellezze artistiche e del creato, dalla rassegna storica che abbraccia circa quattro millenni alle considerazioni veloci ma non superficiali sulla società islamica, nel lampo di una settimana tutto è scolpito nell’ animo e nella memoria (anche fotografica) di ciascuno di noi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Le celebrazioni delle S.Messe nella casa di Maria ad Efeso, nei luoghi dove passò S. Paolo a Konya (Iconio) ed Ankara, dove vissero i primi monaci in Cappadocia (chiese rupestri) ed infine dove i cristiani ebbero il massimo splendore, mentre ora sono ridotti a poche decine, ad Istambul, (Costantinopoli, Bisanzio) sono state un momento di intenso raccoglimento e di riflessione. Paolo (di etnia turca essendo di Tarso), ha percorso a piedi o a cavallo le centinaia di chilometri che noi abbiamo rivisitato in pulman. Anche solo da questo fatto puramente logistico abbiamo capito che Paolo è stato spinto da un incredibile ed irresistibile spirito missionario per annunciare Gesù risorto in mezzo a sacrifici ed ostilità di ogni genere. Nella casa di Maria, vicina ma isolata dalla città di Efeso, nel silenzio così come ha vissuto, abbiamo respirato una atmosfera spirituale intensa. In Cappadocia abbiamo compreso la vita che devono avere vissuto le prime comunità di monaci, i quali, nella valle di Goreme separata dal mondo, hanno approfondito il messaggio di Cristo nella preghiera, come testimoniano le numerosissime chiese rupestri, ed iniziato gli approfondimenti dottrinali <span> </span>dei primi padri orientali della chiesa Basilio, Gregorio nanianzeno, Gregorio di Nissa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Infine nelle varie chiese visitate per la celebrazione eucaristica abbiamo toccato la triste realtà attuale dei cristiani. Isolamento ed ostilità sono la sofferenza dei cristiani di oggi, religiosi e fedeli. Uno sparuto gruppo di credenti, per un totale di non oltre mille tra cui pochi nativi, un infinitesimo rispetto ai circa 70 milioni di abitanti della Turchia, soffre la “persecuzione” attuata con mezzi moderni di uno stato a parole laico ma di fatto schierato a favore dell’ Islam. Tuttavia tutti coloro che abbiamo incontrato (le suore ad Efeso e Konia, i gesuiti ad Ankara, i Salesiani ed i Capuccini ad Istambul) ci hanno trasmesso un segno di speranza, pur nella crudezza della realtà odierna. Sono fiduciosi che la testimonianza serena e paziente che offrono possa essere il germe di un risveglio, e perciò rimangono sempre presenti nei luoghi ove si è diffuso per primo il cristianesimo ad opera di Paolo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Oltre alla parte spirituale, abbiamo potuto ammirare opere artistiche e<span>  </span>paesaggi naturali di rara ed unica bellezza. Nei nostri occhi rimarranno le visioni delle città di Efeso e Gerapoli, le meraviglie delle chiese rupestri e delle città sotterranee della Cappadocia, le chiese bizantine (ora musei) di San Salvatore in Kora e di Santa Sofia e la moschea blu ad Istambul. La natura ci ha offerto degli spettacoli indescrivibili quali la cascata bianca di Pamukalle, il fantastico paesaggio fatto di pinnacoli, torrette, coni, camini delle fate, pareti traforate nel tufo in Cappadocia. Ma anche stupore e meraviglia hanno suscitato gli immensi spazi percorsi coltivati con tutte le varietà di frutta, di grano ed altro nonché le vaste prterie, deserti e foreste innevate. Infine la città di Istambul con i suoi 15 milioni circa di abitanti, il Bosforo, il corno d oro con la visione di case a perdita d occhio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Quasi alla velocità della luce in una settimana abbiamo percorso la storia di quattro millenni attraverso le vestigia che le popolazioni della Turchia ci hanno lasciato.<span>  </span>Tralasciando la preistoria, dagli Ittiti (2000 a.c.) siamo arrivato ai nostri giorni (dichiarazione della repubblica nel 1923) attraverso<span>  </span>il periodo greco, persiano e romano, bizantino ed islamico selgiuchido ed ottomano. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">L’ approccio alla religione islamica che la nostra guida Kemal ci ha illustrato in modo molto corretto, la visita al santuario del santo musulmano Mevlana a Konya<span>  </span>e la vista della vita che si svolgeva attorno nei campi, nei bazar e nelle città, maggiormente in condizioni di povertà, è servito sia per mettere a fuoco sia le principali differenze con il cristianesimo sia per avere uno spaccato delle condizioni degli abitanti della Turchia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Per chiudere dobbiamo sottolineare che l’ organizzazione è stata impeccabile, la guida turistica era preparata e vivace, la guida spirituale di Don Gianni ha saputo orientare tutto il vissuto quotidiano di questi giorni alla luce della fede, con discrezione profondità, dato che il viaggio era un pellegrinaggio, pur nell’ incanto di ciò che abbiamo vissuto ed il gruppo dei partecipanti ha trovato una amalgama tra le diverse provenienze e stili di vita che ha fatto di esso una comunità, come ha sottolineato Don Gianni stesso, che per un breve periodo ha camminato sulle orme di Paolo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Lettera di Pontiggia per la Quaresima</title>
		<link>http://amicinave2008.wordpress.com/2009/02/26/lettera-di-pontiggia-per-la-quaresima/</link>
		<comments>http://amicinave2008.wordpress.com/2009/02/26/lettera-di-pontiggia-per-la-quaresima/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 19:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
				<category><![CDATA[estero]]></category>

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		<description><![CDATA[…pronti per ricevere lo Spirito di Gesù Risorto. LETTERA DA PUGNIDO PER LA QUARESIMA E LA SANTA PASQUA 2009: “FINO ALL’ULTIMO RESPIRO”.   Carissimi Famigliari, Confratelli, Benefattori, Amici,   L’ULTIMO RESPIRO di Gesù in croce è stato il dono dello Spirito Santo, il dono della Risurrezione &#8211; testimonia il vangelo di Giovanni. DON BOSCO diceva: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=47&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><em><span style="font-size:medium;"></p>
<p align="justify">…pronti per ricevere lo Spirito di Gesù Risorto.</p>
<p></span></em><strong><span style="font-size:medium;font-family:Comic Sans MS;"></p>
<p align="justify">LETTERA DA PUGNIDO PER LA QUARESIMA</p>
<p align="justify">E LA SANTA PASQUA 2009:</p>
<p align="justify">“FINO ALL’ULTIMO RESPIRO”.</p>
<p></span></strong><em></p>
<p align="justify"> </p>
<p></em></p>
<p align="justify">Carissimi Famigliari, Confratelli, Benefattori, Amici,</p>
<p align="justify"> </p>
<p><strong><em></p>
<p align="justify">L’ULTIMO RESPIRO di Gesù in croce è stato il dono dello Spirito Santo, il dono della Risurrezione &#8211; testimonia il vangelo di Giovanni.</p>
<p align="justify">DON BOSCO diceva: ‘Ho promesso al Signore di dare la mia vita fino all’ultimo respiro per i miei poveri ragazzi’.</p>
<p align="justify">LA PASQUA ci ricorda che morte e vita non si separano, che vivere è donare vita, che solo se si dona la vita per qualcuno si vive in pienezza. Come il chicco di grano. La Pasqua ci ricorda che chi non sa distaccarsi dalla propria vita la perderà, ma chi ne fa un dono la riottiene senza fine, senza più morte. RESPIREREMO COL RESPIRO DI DIO.</p>
<p></em></p>
<p align="justify"> </p>
<p><strong></p>
<p align="justify">ABBIAMO INAUGURATO LA NUOVA CHIESA DI GESU’ BAMBINO</p>
<p align="justify"> </p>
<p><strong></p>
<div>IL NUOVO ASILO “MAMMA MARGHERITA”</div>
<p><strong></p>
<div>LA SALA MULTIUSO</div>
<p><strong></p>
<div>NUOVE STAZIONI MISSIONARIE</div>
<p><strong></p>
<div>GRAZIE AL VOSTRO AIUTO E ALLA VOSTRA PREGHIERA</div>
<div>Col nostro abbraccio e con quello dei bambini <strong>vi auguriamo una felice e santa Pasqua!</strong></p>
<div>Abba Giorgio e Giancarlo</div>
<p><strong></p>
<div> </div>
<p></strong></p>
<p align="justify">*********************************************************************</p>
<p align="justify">RECAPITI</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Lettere e pacchi: Abba Giorgio &#8211; Don Bosco &#8211; P.O.B. 77 &#8211; GAMBELLA &#8211; ETHIOPIA</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">TELEFONO DI PUGNIDO<strong>: </strong>00251 47 46 50 148</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">E-mail: <a href="mailto:abbagiorgiop@yahoo.com"><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#0000ff;">abbagiorgiop@yahoo.com</span></span></a></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Conto bancario a Gambella: n. 13102 intestato a Pontiggia Giorgio and/or Archetti Giancarlo.</p>
<p align="justify">Commercial Bank of Ethiopia, Gambella Branch, Codice SWIFT: CBETETAA</p>
<p align="justify"> </p>
<div>Conto corrente postale: 36 88 50 28: Fondazione Don Bosco nel mondo &#8211; Ramo beneficenza -ONLUS &#8211; via della Pisana 1111 &#8211; 00139 ROMA &#8211; CON LA CAUSALE : DON GIORGIO PONTIGGIA, ETIOPIA. <strong>Usate i moduli personalizzati a barre che trovate nel Bollettino Salesiano!</strong></p>
<div>CONTO BANCARIO IN ITALIA: Fondazione Don Bosco nel mondo &#8211; Ramo beneficenza -ONLUS &#8211; via della Pisana 1111 &#8211; 00139 ROMA- Banca Intesa, Fil.ROMA 12</div>
<div>CODICE IBAN <strong>IT20 P030 6905 0640 0000 3263 199</strong></p>
<div>CON LA CAUSALE : DON GIORGIO PONTIGGIA, ETIOPIA.</div>
<div>NB. La Fondazione Don Bosco nel Mondo non riceve donazioni on-line, tramite carta di credito.</div>
<p><span style="font-size:x-small;"></p>
<div> </div>
<p></span></p>
<div> </div>
</div>
</div>
</div>
<p></strong>, tutto sta procedendo bene. La nostra riconoscenza si esprime nella preghiera, specialmente nella santa Messa.</strong>. Chi è attratto dal Signore Gesù gli risponde con il sì della fede. Con la prossima Pasqua un buon numero di Catecumeni riceveranno il santo Battesimo. La Comunità cristiana cresce in numero. Ci chiamano da altre postazioni. Chiedono un catechista per portare loro la Parola del Signore, una chiesetta per radunarsi a pregare, la visita del Missionario per essere uniti in comunità. Gesù ha comandato:”Andate”.</strong>era il nostro sogno da tempo. Gli “Amici di Lugano” con a capo il Vescovo, Mons. Piergiacomo Grampa, sono venuti per l’inaugurazione della chiesa e hanno deciso di regalarci la costruzione di questo salone. </strong>è ormai pronto. Ce lo hanno donato le Sorelle Baronchelli per mano di don Arturo Lorini. A loro giunga il nostro ringraziamento. Disponendo di aule più capienti possiamo aumentare il numero di bambini orfani e poveri che accogliamo ogni giorno per il cibo, l’istruzione, l’educazione.</strong>. Sono stati giorni memorabili. Ora ci prepariamo a celebrare la prima Pasqua in questa nuova chiesa: per noi sarà il 19 aprile, una settimana dopo di voi. </strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/amicinave2008.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/amicinave2008.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/amicinave2008.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/amicinave2008.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/amicinave2008.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/amicinave2008.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/amicinave2008.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/amicinave2008.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/amicinave2008.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/amicinave2008.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/amicinave2008.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/amicinave2008.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/amicinave2008.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/amicinave2008.wordpress.com/47/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=47&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Documenti su Pio XII &#8211; da Gusmini</title>
		<link>http://amicinave2008.wordpress.com/2008/12/15/documenti-su-pio-xii-da-gusmini/</link>
		<comments>http://amicinave2008.wordpress.com/2008/12/15/documenti-su-pio-xii-da-gusmini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 18:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli segnalati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://amicinave2008.wordpress.com/?p=45</guid>
		<description><![CDATA[Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Il 5 giugno 2007, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, si è svolta la presentazione del mio libro “Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro” (Mondadori, 661 pagine), uscito il 22 maggio. Questo è il testo dell’intervento del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano. 1. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=45&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin:12pt 0 3pt;"><span style="font-size:18pt;color:red;"><em><span style="font-family:Arial;">Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro</span></em></span></h2>
<p><strong><span style="font-weight:normal;font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il 5 giugno 2007, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, si è svolta la presentazione del mio libro “Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro” (Mondadori, 661 pagine), uscito il 22 maggio. Questo è </span><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/card-bertone/2007/documents/rc_seg-st_20070605_pio-xii_it.html"><strong><span style="font-size:x-small;">il testo dell’intervento del cardinale Tarcisio Bertone</span></strong></a><span style="font-size:x-small;">, Segretario di Stato vaticano.</span></span></strong><strong><span style="font-family:Arial;"></span></strong></p>
<p><a title="Scansione0002dim" href="http://blog.ilgiornale.it/tornielli/?pp_album=main&amp;pp_cat=default&amp;pp_image=Scansione0002dim.jpg"><span style="text-decoration:none;"></span></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">1. Una leggenda “nera”</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La figura di Eugenio Pacelli, Papa Pio XII, è al centro ormai da decenni di accesissime polemiche. Il Pontefice romano che guidò la Chiesa negli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale e poi della Guerra Fredda è vittima di una leggenda “nera”, che ha finito per affermarsi al punto tale da rendere arduo scalfirla, anche se i documenti e le testimonianze ne hanno ampiamente provato la totale inconsistenza. Una delle spiacevoli conseguenze per così dire “secondarie” di questa leggenda nera &#8211; che dipinge falsamente Papa Pacelli come indulgente con il nazismo e insensibile alla sorte delle vittime della persecuzione &#8211; è l’aver fatto completamente dimenticare lo straordinario magistero di questo Papa che fu il precursore del Concilio Vaticano II. Come è accaduto per le figure di altri due Papi con lo stesso nome &#8211; il beato Pio IX, del quale si parla soltanto in relazione ai temi legati alla politica risorgimentale; e san Pio X, spesso ricordato soltanto per la sua strenua battaglia contro il modernismo &#8211; anche per Pacelli si rischia di ridurre tutto il suo pontificato alla questione dei suoi presunti “silenzi”. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">2. L’attività pastorale di Pio XII</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Sono qui, pertanto, questa sera, per dare una breve testimonianza ad un uomo di Chiesa che, per la sua santità personale, risplende come luminoso testimone del sacerdozio cattolico e del Supremo Pontificato. Non che non avessi già letto molti ed interessanti saggi sulla figura e l’opera di Papa Pio XII, dai notissimi Actes et Documents du Saint Siège, alle biografie di Nazareno Padellaro, Suor Marchione, del Padre Pierre Blet, fra i primi che mi vengono alla mente. Per non parlare dei “Discorsi di guerra” di Papa Pacelli, che, se volete, sono disponibili in formato elettronico, e che trovo assolutamente interessanti anche oggi per dottrina, per ispirazione pastorale, per finezza di linguaggio letterario, per forza umana e civile. Insomma, già sapevo non poco a proposito del Pastor Angelicus et Defensor Civitatis. Bisogna tuttavia essere grati al dottor Andrea Tornielli, che in questa corposa e documentata biografia, attingendo a molti inediti, ci restituisce la grandezza e la completezza della figura di Pio XII, ce ne fa approfondire l’umanità, ce ne fa riscoprire il magistero. Ci ricorda, ad esempio, la sua enciclica sulla liturgia, la sua riforma dei riti della Settimana Santa, il grande lavoro preparatorio che sfocerà <span> </span>nella riforma liturgica conciliare. Pio XII apre all’applicazione del metodo storico-critico nei confronti della Sacra Scrittura, e nell’enciclica “Divino afflante Spiritu” stabilisce le norme dottrinali per lo studio della Sacra Scrittura, mettendone in rilievo l’importanza e il ruolo nella vita cristiana. È sempre Papa Pacelli, nell’enciclica “Humani generis”, a prendere in considerazione, pur con cautela, la teoria evoluzionistica. Pio XII dà anche un notevole impulso all’attività missionaria, con le encicliche “Evangelii Praecones” (1951) e “Fidei donum” (1957, della quale ricorre il cinquantenario), mettendo in rilievo il dovere della Chiesa di annunciare il vangelo alle genti, come il </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Concilio Vaticano II farà con ampiezza. Quanti Vescovi. come io stesso, abbiamo mandato sacerdoti zelanti come fidei donum in Paesi lontani: Africa, Asia, America Latina, per la implantatio Ecclesiae, con risultati evidenti e con testimonianze di eroismo (penso ad es. al primo Vescovo di Isiolo, in Kenya, il vercellese Mons. Luigi Locati, assassinato nel 2005). Il Papa rifiuta di far coincidere il Cristianesimo con la cultura occidentale oltre che con un determinato sistema politico. Ancora: Pio XII è a tutt’oggi il Papa che ha dato più spazio alle donne nelle sue canonizzazioni e beatificazioni: il 54,4 per cento nelle canonizzazioni, e ben il 62, 5 per cento nelle beatificazioni. Del resto, più volte questo Pontefice aveva parlato dei diritti femminili, affermando, ad esempio, nel radiomessaggio al congresso del Cif di Loreto nell’ottobre 1957 che la donna è chiamata ad esercitare “un’azione risolutiva” anche nel campo politico e giuridico. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">3. Accuse ingiustificate</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Sono soltanto degli esempi, che mostrano quanto ci sia ancora da scoprire, anzi da riscoprire nel magistero del Servo di Dio Eugenio Pacelli. Mi hanno colpito, poi, molti accenni presenti nel libro di Tornielli, dai quali emerge sia la lucidità e la saggezza del futuro Pontefice, negli anni in cui era nunzio apostolico a Monaco di Baviera prima e quindi a Berlino; nonché molti tratti della sua umanità. Grazie ai carteggi inediti con il fratello Francesco, apprendiamo alcuni giudizi netti sul nascente movimento nazionalsocialista, e il grande e grave dramma interiore vissuto dal Pontefice durante il tempo della guerra circa l’atteggiamento da tenere di fronte alla persecuzione nazista. Pio XII ne parla più volte, nel corso dei suoi radiomessaggi &#8211; ed è dunque del tutto fuori luogo accusarlo di “silenzi” &#8211; scegliendo però un profilo prudente. Al riguardo dei “silenzi”, segnalo volentieri un articolo ben documentato del prof. Gian Maria Vian pubblicato nel 2004 nella rivista Archivum historiae pontificiae dal titolo “Il Silenzio di Pio XII: alle origini della leggenda nera”. In esso, tra l’altro, si dice che a interrogarsi sui “silenzi di Pio XII” fu per primo Emmanuel Mounier, nel 1939, addirittura poche settimane dopo la sua elezione a Sommo Pontefice e in relazione all’aggressione italiana in Albania. Su questi interrogativi si innesterà in seguito un’aspra polemica, anche di matrice sovietica e comunista ripresa, come vedremo, da esponenti della Chiesa ortodossa russa. Rolf Hochhuth, autore del dramma “Il Vicario”, la pièce teatrale che ha contribuito a scatenare la leggenda “nera” contro Pio XII, nei giorni scorsi in un’intervista ha definito Papa Pacelli un “vigliacco demoniaco”, mentre ci sono storici fautori del pensiero unico anti-PioXII che arrivano persino a dare del “brigatista pacelliano” a quanti non la pensano come loro e osano manifestare un diverso parere su queste vicende. Non si può dunque non denunciare questo scempio del buon senso e della ragione perpetrato spesso sulle pagine dei giornali. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">4. Un periodo ben preciso</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Mi sembra utile sottolineare come l’opera di Tornielli riporti alla luce opere già note agli storici seri. È uno dei pregi che ritengo fondamentali del volume di cui oggi stiamo parlando, tenendo conto dei tempi tristissimi in cui visse Papa Pacelli, la cui voce, nel turbine del Secondo Conflitto Mondiale e della successiva contrapposizione dei blocchi, non godeva del favore dei poteri costituiti o dei poteri di fatto. Quante volte “mancava l’elettricità” a Radio Vaticana per far sentire la parola del Pontefice; quante volte “mancava la carta” per riprodurre i suoi pensieri e i suoi insegnamenti scomodi; quante volte un qualche incidente faceva “perdere” i numeri dell’Osservatore Romano, riportanti interventi, chiarimenti, aggiornamenti, note politiche… Oggi, tuttavia, grazie ai mezzi moderni, quelle fonti sono ampiamente riprodotte e disponibili. Il Dott. Tornielli le ha cercate e le ha trovate e ne è testimonianza il grande corpo di note che corredano l’attuale pubblicazione. Vorrei a questo punto attirare l’attenzione su una data importante. La figura e l’opera di Pio XII, lodata e ringraziata prima, durante e subito dopo il Secondo Conflitto Mondiale, comincia ad essere scrutinata con altro occhio in un periodo storico ben preciso, che va dall’agosto del 1946 all’ottobre del 1948. Era comprensibile il desiderio del martoriato popolo d’Israele di avere una propria terra, un proprio rifugio sicuro, dopo “le persecuzioni di un antisemitismo fanatico, scatenatesi contro il popolo ebreo” (allocuzione del 3 agosto 1946), ma erano comprensibili pure i diritti di quanti già vivevano in Palestina e che anch’essi attendevano rispetto, attenzione, giustizia e protezione. I giornali dell’epoca riferiscono ampiamente dello stato di tensione che in quella regione si stava manifestando ma, poiché non hanno voluto entrare in merito ai ragionamenti e alle proposte di Pio XII, hanno cominciato a </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">prendere posizione, chi per una parte, chi per l’altra, ideologizzando, così, una riflessione che si sviluppava in modo articolato ed attenta a criteri di giustizia, di equità, di rispetto, di legalità. Mi sembra opportuno citare il discorso di Pio XII ai Delegati del Supremo Comitato Arabo per la Palestina in visita in Vaticano, il 3 agosto 1946: “Senza dubbio la pace si può realizzare solo nella verità e nella giustizia. Questa suppone il rispetto dei diritti altrui, di particolari posizioni e tradizioni specialmente nel campo religioso, e il preciso compimento dei doveri e degli obblighi ai quali è tenuta ogni famiglia di abitanti. Ecco perché, dopo aver ricevuto in questi ultimi giorni numerosi appelli e reclami dalle diverse parti del mondo e per differenti motivi, sentiamo superfluo dirvi che riproviamo ogni ricorso alla forza e alla violenza, da qualunque parte venga, come anche condannammo più volte nel passato le persecuzioni di un antisemitismo fanatico, scatenatesi contro il popolo ebreo. Questo atteggiamento di assoluta imparzialità l’abbiamo sempre mantenuto nelle circostanze più varie, e intendiamo conformarviCi anche per l’avvenire. Ma è evidente che questa imparzialità che Ci impone il Nostro ministero apostolico e che Ci mette al di sopra dei conflitti che agitano la società umana, non può significare indifferenza soprattutto in questo momento così difficile. E così vi assicuriamo che tutto ciò che dipende da Noi e dalle possibilità che Ci saranno offerte, lo impegneremo perché la giustizia e la pace divengano una benefica realtà, e creino con l’efficace cooperazione di tutti gli interessati, un ordine che garantisca a ciascuna delle parti presentemente in conflitto, la sicurezza dell’esistenza e, nello stesso tempo, delle condizioni fisiche e morali della vita, sulle quali possa stabilirsi normalmente uno stato di benessere materiale e culturale insieme”.<br />
C’è anche un altro significativo punto di riferimento che a giudizio di diversi studiosi può spiegare l’origine del cambio di atteggiamento verso Pio XII ed è la sua ferma presa di posizione contro il comunismo ateo e militante. Un chiaro segno dell’inizio degli attacchi contro Pio XII è il discorso del 26 agosto 1949 pronunciato dal Metropolita di Kroutitsky e di Kolomna, Nicolas, alla Prima Conferenza dei Partigiani della Pace dell’U.R.S.S., a Mosca. Cito solo un brano: “Pendant toute la deuxième guerre mondiale, le Chef de l’Eglise catholique-romaine n’a pas prononcé un seul mot de protestation contre les bourreaux de l’humanité, pour la défense de millions de victimes assassinées, torturées, condamnées à pourrir dans les prisons, pendues, fusillées, mises à mort dans les terribles “chambres à gaz”. Cette protestation, il ne l’a élevée qu’une fois: lorsqu’on a jugé les assassins. Elle a retenti pour la défense des assassins! Aujourd’hui, le Chef de l’Eglise catholique-romaine, aveuglé par une haine ancienne des orthodoxes, des Slaves set, parmi eux, surtout des Russes soviétiques, ce vieil ennemi juré de l’U.R.S.S. est ouvertement entré dans le camp sinistre des nouveaux incendiaires. Le monde entier sait qu’il est devenu l’agent de l’impérialisme américain”. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">5. Le testimonianze dei salvati</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Pio XII non è stato solo il Papa della Seconda Guerra Mondiale, ma un Pastore che, dal 2 marzo 1939 al 9 ottobre 1958, ha avuto davanti a sé un mondo irretito nelle passioni violente e irrazionali. Da allora ha iniziato a prendere corpo una incomprensibile accusa al Papa per non essere intervenuto come dovuto a favore degli ebrei perseguitati. A questo riguardo mi pare importante riconoscere che comunque chi è scevro da finalità ideologiche ed è amante della verità, è ben disposto a comprendere più a fondo, in piena sincerità, un Papato lungo, fruttuoso e, a mio parere, eroico. Ne è esempio il recente cambiamento di atteggiamento, anche nel grande santuario della memoria che è lo Yad Vashem a Gerusalemme, di riconsiderare la figura e l’opera di Papa Pacelli non da un punto di vista polemico, ma da una angolatura obiettivamente storica. È fervido auspicio che tale buona volontà manifestata pubblicamente possa avere un prosieguo adeguato. Ad esempio, sarebbe bello che sotto la fotografia di Pio XII si riportasse qualche espressione di riconoscenza degli ebrei salvati durante gli anni della persecuzione. Cito, tra le moltissime, una testimonianza del Sergente maggiore JosephBancover, 178 Compagnia palestinese, tra i fondatori del kibbutz “Ramat ha-Kovesh”, uno dei capi del movimento sionista laburista, pubblicata il 23 luglio 1944 sul quotidiano “Hahajal Haivri”, organo delle compagnie ebraico-palestinesi dipendenti dalla VIII Armata britannica: “Desidero raccontarvi della Roma ebraica, del gran miracolo di avere trovato qui migliaia di ebrei.La Chiesa, i conventi, frati e suore &#8211; e soprattutto il Pontefice &#8211; sono accorsi all’aiuto e al salvataggio degli ebrei, sottraendoli agli artigli dei nazisti e dei loro collaborazionisti fascisti italiani. Grandi sforzi, non scevri da pericoli, sono stati fatti per nascondere ed alimentare gli ebrei durante i mesi dell’occupazione tedesca. Alcuni religiosi hanno pagato con la loro vita per quest’opera di salvataggio. Tutta la Chiesa è stata mobilitata allo scopo, operando con grande fedeltà… Il Vaticano è stato il centro di ogni attività di assistenza e salvataggio nelle condizioni della realtà del dominio nazista”. </span></span></p>
<p><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">6. Il dovere della carità verso tutti</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">È innegabile che Pio XII era al corrente della particolare sollecitudine che il suo predecessore, come Pastore della Chiesa, aveva messo in atto in favore di quei cattolici di origine ebraica, per via dei pericoli che loro stessi correvano a motivo delle leggi razziali. Come Segretario di Stato, Eugenio Pacelli seguiva e promuoveva le varie iniziative benefiche sorte, al riguardo, fra i cattolici dell’America del Nord e del Sud, della Svizzera, dell’Olanda, dell’Inghilterra e dell’Irlanda. La Segreteria di Stato era intervenuta presso alcuni Rappresentanti Pontifici perché sensibilizzassero i rispettivi Governi in favore dei professionisti di origine ebraica profughi, così come, a riguardo degli scienziati di stirpe ebraica, Pio XI intervenne presso i Cardinali dell’America del Nord e del Sud.<br />
Di fronte all’escalation virulenta della persecuzione razziale, il 2 giugno 1943, in occasione della festa di Sant’Eugenio, Pio XII parla esplicitamente degli ebrei ed espone pubblicamente queste sue ragioni: “Non dimentichino i reggitori dei popoli che colui il quale (per usare il linguaggio della Sacra Scrittura) “porta la spada” non può disporre della vita e della morte degli uomini che secondo la legge di Dio, da cui viene ogni potestà”. “Né vi aspetterete”, continua Pio XII “che esponiamo qui partitamente tutto quello che abbiamo tentato e procurato di compiere per mitigare le loro sofferenze, migliorare le loro condizioni morali e giuridiche, tutelare i loro imprescrittibili diritti religiosi, sovvenire alle loro ristrettezze e necessità. Ogni parola da noi rivolta a questo scopo alle competenti autorità e ogni nostro pubblico accenno, dovevano esser da noi seriamente ponderati e misurati nell’interesse dei sofferenti stessi, per non rendere, pur senza volerlo, più grave e insopportabile la loro situazione. Purtroppo i miglioramenti visibilmente ottenuti, non corrispondono alla sollecitudine materna della Chiesa in favore di questi gruppi particolari, soggetti alle più acerbe sventure… e il Vicario, pur chiedendo solo compassione e ritorno alle elementari norme del diritto e dell’umanità, si è trovato, talora, davanti a porte che nessuna chiave voleva aprire”. Troviamo dunque qui esposta, già a metà dell’anno 1943, la ragione della prudenza con cui Pacelli si muove nell’ambito delle pubbliche denunce: “Nell’interesse dei sofferenti stessi, per non rendere più grave la loro situazione”. Parole che mi sembra di sentire riecheggiare nel breve discorso pronunciato da Paolo VI il 12 settembre 1964, presso le Catacombe di Santa Domitilla. In quell’occasione Papa Montini disse: “La Santa Sede si astiene dall’alzare con più frequenza e veemenza la voce legittima della protesta e della deplorazione, non perché ignori o trascuri la realtà della cosa, ma per un pensiero riflesso di cristiana pazienza e per non provocare mali peggiori”. Paolo VI, a metà degli anni Sessanta, si riferiva ai Paesi d’Oltrecortina, governati dal comunismo totalitario. Lui, che era stato uno stretto collaboratore del cardinale Pacelli e poi di Papa Pio XII, adduce dunque le stesse motivazioni. I Papi non parlano pensando a precostituirsi un’immagine favorevole per i posteri, sanno che da ogni loro parola può dipendere la sorte di milioni di cristiani, hanno a cuore la sorte degli uomini e delle donne in carne ed ossa, non il plauso degli storici. Del resto Robert Kempner, magistrato ebreo e pubblico ministero al processo di Norimberga, ha scritto nel gennaio 1964, dopo l’uscita del “Vicario” di Hochhuth: “Qualsiasi presa di posizione propagandistica della Chiesa contro il governo di Hitler sarebbe stata non solamente un suicidio premeditato… ma avrebbe accelerato l’assassinio di un numero ben maggiore di ebrei e sacerdoti”. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">7. “Non lamento, ma azione è il precetto dell’ora”</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Detto questo, dopo aver preso visione degli 11 volumi (in 12 tomi) degli “Actes et Documents du Saint Siège” circa la Seconda Guerra Mondiale; dopo aver fatto leggere decine di faldoni con centinaia di documenti riguardanti pensieri ed atti della Sede Apostolica durante il Secondo Conflitto Mondiale; assaporate le violente polemiche di parte (volumi innumerevoli, pieni di ideologia violenta e falsa), mi pare che l’opera degli Actes, stampata per ordine di Paolo VI (Sostituto della Segreteria di Stato nei terribili frangenti del 1939-1945), potrebbe essere utilmente completata dai documenti inclusi sotto la voce archivistica degli “Stati Ecclesiastici”, che comprendono carte riguardanti l’obbligo della Santa Sede e della Chiesa Cattolica di farsi carico del dovere della carità verso tutti. È un settore archivistico non esplorato a sufficienza, dato che trattasi di migliaia di casi personali. Ad ognuno di essi, il più piccolo Stato del mondo, neutrale in senso assoluto, ha prestato orecchio in base individuale, recependo ogni voce che chiedeva aiuto, oppure udienza. Si tratta di una documentazione sterminata, purtroppo non ancora disponibile, perché non ordinata. Magari fosse possibile, con l’aiuto di qualche</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"><span> </span>benemerita fondazione ad hoc, catalogare in tempi brevi queste carte custodite dagli Archivi della Santa Sede! Chiara era la direttiva data via radio, via stampa, via diplomatica, dal Papa Pio XII nel 1942. Egli disse a tutti, durante il tragico ‘42, che: “Non lamento, ma azione è il precetto dell’ora”. La saggezza di tale affermazione è testimoniata da una miriade di carte: note diplomatiche, concistori urgenti, segnalazioni specifiche (v. Card. Bertram, Card. Innitzer, Card. Schuster, ecc. ecc. ecc.) di fare il possibile per salvare persone, preservando la neutralità della Sede Apostolica. Ho compulsato ad es. il volume di protocollo del 1943; una molteplicità di dispacci ai Nunzi ed a personalità o Superiori di istituti con disposizioni, offerte, indicazioni, risposte concrete.<br />
La situazione di neutralità permetteva al Papa di salvare non soltanto europei, ma anche prigionieri non appartenenti all’Asse. Pensiamo alla tristissima situazione della Polonia o agli interventi umanitari nel Sud-Est asiatico. Pio XII, più che inviare circolari (che si chiedeva poi di distruggere) ha detto a voce ciò che si doveva fare. E Vescovi, sacerdoti, religiosi e laici hanno compreso benissimo la mente del Papa e cosa era urgente fare. Tra l’altro, a testimonianza di ciò ci sono gli innumerevoli Fogli di Udienza del Card. Maglione e Tardini, con i relativi commenti. Poi arrivavano le proteste o i “no” di fronte alle richieste umanitarie della Santa Sede. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">8. Denunciare o agire?</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Lasciatemi raccontare un piccolo episodio, accaduto proprio in Vaticano nell’ottobre del 1943. All’epoca, oltre alla gendarmeria (circa 150 persone) e alla guardia svizzera (circa 110 persone), c’era anche la guardia palatina. A quella data, per proteggere il Vaticano (non più di 300 persone) e gli stabili extraterritoriali c’erano già 575 guardie palatine. Ebbene, la Segreteria di Stato chiese alla potenza occupante l’Italia di poter assumere altre 1.425 persone da inserire nell’organico della Guardia Palatina. Il ghetto ebraico era a due passi…<br />
I redattori degli Actes et Documents non potevano stampare tutte le migliaia di casi personali. Il Papa, a quel tempo, aveva altre priorità: cercando di far conoscere i suoi “desiderata”, in tanti modi, voleva agire, nei limiti impostigli dalle circostanze, secondo un suo chiaro programma.<span>  </span>Alle persone oneste, però, sorgono domande legittime: Quando Pio XII incontrò Mussolini? Come Cardinale Segretario di Stato nel 1932, ma come Papa mai! Quando il Card. Pacelli incontrò il Cancelliere Hitler? Mai! Quando il Papa incontrò Mussolini e Hitler insieme? Mai! Se ciò non è mai avvenuto potrebbe significare che se due Stati non hanno ritenuto di parlare con il Papa, il Pontefice stesso cosa doveva fare: fare dichiarazione di denuncia o agire? Pio XII scelse la seconda opzione, testimoniata da tante fonti israelitiche di tutta Europa. Forse occorrerebbe dar copia di tali abbondanti adesioni ebraiche di gratitudine e di stima al ministero umano e spirituale di questo grande Papa. Resta il fatto che il libro, che oggi possiamo leggere, aggiunge qualche tassello in più non soltanto alla figura di un grande Pontefice, ma anche a tutta l’opera silenziosa, ma efficace, della Chiesa lungo l’arco dell’esistenza (quella di Eugenio Pacelli, appunto) di un Pastore passato attraverso le bufere di due conflitti mondiali (fu Nunzio in Baviera sin dal 1917) e la tragica costruzione della cortina di ferro, all’interno della quale perirono milioni di figli di Dio. Erede della Chiesa degli Apostoli, la Chiesa di Pio XII ha continuato ad operare non soltanto per una parola profetica, ma soprattutto per una quotidiana azione profetica. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">9. Una nota conclusiva</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Vorrei infine ringraziare Andrea Tornelli per questa opera, che contribuisce a far meglio comprendere la luminosa azione apostolica e la figura del Servo di Dio Pio XII. Questo è un utile servizio alla Chiesa, un utile servizio alla verità. È giusto discutere, approfondire, dibattere, confrontarsi. Ma bisogna guardarsi dal più grave errore per lo storico, che è l’anacronismo, giudicando la realtà di allora con gli occhi e con la mentalità di oggi. Così come è profondamente ingiusto giudicare l’operato di Pio XII durante la guerra con il velo del pregiudizio, dimenticando non soltanto il contesto storico, ma anche l’enorme opera di carità che il Papa promosse, aprendo le porte dei seminari e degli istituti religiosi, accogliendo profughi e perseguitati, aiutando tutti.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;">Card. TARCISIO BERTONE</span></strong></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<table class="MsoNormalTable" style="width:72.04%;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="72%">
<tbody>
<tr>
<td style="width:100%;background-color:transparent;border:#d4d0c8;padding:2.25pt;" width="100%" valign="top"><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><strong><span style="font-family:Arial;">IL PAPA AL CONVEGNO SU PACELLI</span></strong></span></span><span><strong><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:14pt;"> </span><br />
</span><span class="maintitle1"> «Pio XII, un magistero di benefica ampiezza ed eccezionale qualità»</span></strong></span><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span><span style="color:black;font-family:Arial;"><br />
</span><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;"> Pacelli è stato «un dono eccezionale» del Signore. Lo ha detto Benedetto XVI ai partecipanti al convegno storico sul magistero del suo predecessore, spesso trascurato – ha aggiunto – perché l’attenzione si è concentrata su una sola problematica, «trattata per di più in modo piuttosto unilaterale» .. «L’eredità del suo insegnamento è stata raccolta dal Concilio Vaticano II e riproposta alle generazioni cristiane successive» «Vi era altresì in lui il continuo sforzo e la ferma volontà di donarsi a Dio senza risparmio e senza riguardo per la sua salute cagionevole»</span></span></span><span style="font-size:7.5pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1"> </span></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;font-family:Times;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="maintitle1"><span style="font-size:14pt;"><strong><span style="font-family:Arial;">«Il suo, magistero di vasta ampiezza ed eccezionale qualità»</span></strong></span></span><span style="font-size:x-small;font-family:Times;"> </span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><span class="abody1"><em><span style="font-size:9pt;"> </span></em></span><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"> Signori cardinali, venerati fratel­li nell’episcopato e nel sacer­dozio, cari fratelli e sorelle!</span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;">  Sono lieto di accogliervi in occasio­ne del congresso su « <em>L’eredità del ma­gistero di Pio XII e il Concilio Vatica­no II</em> », promosso dalla Pontificia U­niversità Lateranense insieme con la Pontificia Università Gregoriana. È un Congresso importante per il tema che affronta e per le persone erudi­te, provenienti da varie Nazioni, che vi prendono par­te. Nel rivolgere a ciascuno il mio cordiale saluto, ringrazio in parti­colare monsignor Rino Fisichella, rettore dell’Uni­versità Latera­nense, e padre Gianfranco Ghir­landa, rettore del­l’Università Gre­goriana, per le espressioni gentili con cui hanno interpretato comuni sen­timenti.</span></span></span><span style="font-size:9pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1"><span>  Ho apprezzato l’impegnativo tema sul quale avete concentrato la vostra attenzione. Negli ultimi anni, quan­do si è parlato di Pio XII, l’attenzio­ne si è concentrata in modo ecces­sivo su una sola problematica, trat­tata per di più in maniera piuttosto unilaterale. A parte ogni altra consi­derazione, ciò ha impedito un ap­proccio adeguato ad una figura di grande spessore storico-teologico qual è quella del papa Pio XII. L’in­sieme della imponente attività svol­ta da questo Pontefice e, in modo del tutto speciale, il suo magistero sul quale vi siete soffermati in questi giorni, sono una prova eloquente di quanto ho appena affermato. Il suo magistero si qualifica infatti per la vasta e benefica <em>ampiezza,</em> come an­che per la sua eccezionale <em>qualità,</em> </span></span><br />
<span class="abody1"><span> così che può ben dirsi che esso co­stituisca una preziosa eredità di cui la Chiesa ha fatto e continua a fare tesoro.</span></span><br />
<span class="abody1"><span>  H o parlato di «vasta e benefi­ca ampiezza» di questo ma­gistero. Basti ricordare, al ri­guardo, le encicliche e i moltissimi discorsi e radiomessaggi contenuti nei venti volumi dei suoi «Insegna­menti ». Sono più di quaranta le en­cicliche da lui pubblicate. Tra esse spicca la « <em>Mystici Corporis</em> », nella quale il Papa affronta il tema della vera ed intima natura della Chiesa. Con ampiezza di indagine egli met­te in luce la nostra profonda unio­ne ontologica con Cristo e – in Lui, per Lui e con Lui – con tutti gli altri fedeli animati dal suo Spirito, che si nutrono del suo Corpo e, trasfor­mati in Lui, gli danno modo di con­tinuare ed estendere nel mondo la sua opera salvifica. Intimamente connesse con la « <em>Mystici Corporis</em> » sono altre due encicliche: la « <em>Divino afflante Spiritu</em> » sulla Sacra Scrit­tura e la « <em>Mediator Dei</em> » sulla sacra li­turgia, nelle quali vengono presen­tate le due sor­genti a cui devono sempre attingere coloro che appar­tengono a Cristo, Capo di quel mi­stico Corpo che è la Chiesa.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span style="font-size:9pt;color:black;font-family:Arial;"> </span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span style="font-size:9pt;color:black;font-family:Arial;"> </span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span style="font-size:9pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1"><span>  I n questo contesto di ampio re­spiro Pio XII ha trattato delle va­rie categorie di persone che, per volere del Signore, fanno parte del­la Chiesa, pur con vocazioni e com­piti differenziati: i sacerdoti, i reli­giosi ed i laici. Così egli ha emanato sagge norme sulla formazione dei sacerdoti, che si devono distinguere per l’amore personale a Cristo, la semplicità e la sobrietà di vita, la lealtà verso i loro Vescovi e la dispo­nibilità verso coloro che sono affi­dati alle loro cure pastorali. Nell’en­ciclica « <em>Sacra Virginitas</em> » poi e in al­tri documenti sulla vita religiosa Pio XII ha messo in chiara luce l’eccel­lenza del «dono» che Dio concede a certe persone invitandole a consa­crarsi totalmente al servizio suo e del prossimo nella Chiesa. In tale pro­spettiva il Papa insiste fortemente sul ritorno al Vangelo ed all’autenti­co carisma dei fondatori e delle fon­datrici dei vari Ordini e Congrega­zioni religiose, prospettando anche la necessità di alcune sane riforme. Numerose sono state poi le occasio­ni in cui Pio XII ha trattato della re­sponsabilità dei <em>laici</em> nella Chiesa, profittando in particolare dei gran- di congressi internazionali dedicati a queste tematiche. Volentieri egli af­frontava i problemi delle singole pro­fessioni, indicando, ad esempio, i do­veri dei giudici, degli avvocati, degli operatori sociali, dei medici: a que­sti ultimi il Sommo Pontefice dedicò numerosi discorsi illustrando le norme deontologiche che essi de­vono rispettare nella loro attività. Nell’enciclica « <em>Miranda prorsus</em> », poi, il Papa si soffermò sulla grande importanza dei moderni mezzi di comunicazione, che in modo sem­pre più incisivo andavano influen­zando l’opinione pubblica. Proprio per questo il Sommo Pontefice, che valorizzò al massimo la nuova in­venzione della radio, sottolineava il dovere dei giornalisti di fornire infor­mazioni veritiere e rispettose delle norme morali.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;">  A nche alle scienze e agli straordinari progressi da es­se compiuti Pio XII rivolse la sua attenzione. Pur ammirando le conquiste raggiunte in tali campi, il Papa non mancava di mettere in guardia dai rischi che una ricerca non attenta ai valori morali poteva comportare. Basti un solo esempio: restò famoso il discorso da lui pro­nunciato sulla raggiunta scissione degli atomi; con straordinaria lun­gimiranza, però, il Papa ammoniva circa la necessità di impedire ad o- gni costo che questi geniali progressi scientifici venissero utilizzati per la costruzione di armi micidiali che a­vrebbero potuto provocare cata­strofi immani e perfino la totale di­struzione dell’umanità. Come non ricordare poi i lunghi ed ispirati di­scorsi concernenti l’auspicato rior­dinamento della società civile, na­zionale ed internazionale, per il qua­le egli indicava come fondamento imprescindibile la giustizia, vero presupposto per una convivenza pa­cifica fra i popoli: « <em>opus iustitiae pax!</em> ». Ugualmente meritevole di speciale menzione è l’insegnamen­to mariologico di Pio XII, che ebbe il suo culmine nella proclamazione del dogma dell’Assunzione di Ma­ria Santissima, per mezzo del quale il Santo Padre intendeva sottolinea­re la dimensione escatologica della nostra esistenza ed esaltare altresì la dignità della donna.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;">  Che dire della qualità dell’in­segnamento di Pio XII? Egli e­ra contrario alle improvvisa­zioni: scriveva con la massima cura ogni discorso, soppesando ogni fra­se ed ogni parola prima di pronun­ciarla in pubblico. Studiava attenta­mente le varie questioni ed aveva l’abitudine di chiedere consiglio ad eminenti specialisti, quando si trat­tava di temi che richiedevano una competenza particolare. Per natura ed indole Pio XII era un uomo mi­surato e realista, alieno da facili ot­timismi, ma era altresì immune dal pericolo di quel pessimismo che non si addice ad un credente. Abor­riva le sterili polemiche ed era profondamente diffidente nei con­fronti del fanatismo e del sentimen­talismo.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;">  Q uesti suoi atteggiamenti in­teriori rendono ragione del valore e della profondità, co­me anche dell’affidabilità del suo insegnamento, e spiegano l’adesione fiduciosa ad esso riser­vata non solo dai fedeli, ma anche da tante persone non appartenen­ti alla Chiesa. Con­siderando la gran­de ampiezza e l’al­ta qualità del magi­stero di Pio XII, vie­ne da chiedersi co­me egli sia riuscito a fare tanto, pur do­vendo dedicarsi ai numerosi altri compiti connessi col suo ufficio di Sommo Pontefice: il governo quotidiano della Chiesa, le nomine e le visite dei vescovi, le visite di capi di Stato e di diploma­tici, le innumerevoli udienze con­cesse a persone private ed a gruppi molto diversificati.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;">  Tutti riconoscono a Pio XII un’intel­ligenza non comune, una memoria di ferro, una singolare dimestichez­za con le lingue straniere ed una no­tevole sensibilità. Si è detto che egli era un diplomatico compito, un e­minente giurista, un ottimo teolo­go. Tutto questo è vero, ma ciò non spiega tutto. Vi era altresì in lui il con­tinuo sforzo e la ferma volontà di do­nare se stesso a Dio senza risparmio e senza riguardo per la sua salute ca­gionevole. Questo è stato il vero mo­vente del suo comportamento: tut­to nasceva dall’amore per il suo Si­gnore Gesù Cristo e dall’amore per la Chiesa e per l’umanità. Egli infat­ti era innanzitutto il sacerdote in co­stante ed intima unione con Dio, il sacerdote che trovava la forza per il suo immane lavoro in lunghe soste di preghiera davanti al Santissimo Sacramento, in colloquio silenzioso con il suo Creatore e Redentore. Da lì traeva origine e slancio il suo ma­gistero, come d’altronde ogni altra sua attività.</span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span style="font-size:9pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1"><span>  N on deve pertanto stupire che il suo insegnamento conti­nui anche oggi a diffondere luce nella Chiesa. Sono ormai tra­scorsi cinquant’anni dalla sua mor­te, ma il suo poliedrico e fecondo magistero resta anche per i cristiani di oggi di un valore inestimabile. Cer­tamente la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, è un organismo vivo e vitale, non arroccato immobilmente su ciò che era cinquant’anni fa. Ma lo svi­luppo avviene nella coerenza. Per questo l’eredità del magistero di Pio XII è stata raccolta </span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;">dal Concilio Vati­cano II e riproposta alle generazio­ni cristiane successive. È noto che negli interventi orali e scritti pre­sentati dai Padri del Concilio Vaticano II si riscontrano ben più di mille riferi­menti al magistero di Pio XII. Non tutti i documenti del Concilio hanno un apparato di Note, ma in quei docu­menti che lo hanno, il nome di Pio XII ri­corre oltre duecen­to volte. Ciò vuol dire che, fatta ec­cezione per la Sacra Scrittura, que­sto Papa è la fonte autorevole più fre­quentemente citata. Si sa inoltre che le note apposte a tali documenti non sono, in genere, semplici rimandi e­splicativi, ma costituiscono spesso vere e proprie parti integranti dei te­sti conciliari; non forniscono solo giustificazioni a supporto di quanto affermato nel testo, ma ne offrono una chiave interpretativa. P ossiamo dunque ben dire che, nella persona del Sommo Pon­tefice Pio XII, il Signore ha fat­to alla sua Chiesa un eccezionale do­no, per il quale noi tutti dobbiamo es­serGli grati. Rinnovo, pertanto, l’e­spressione del mio apprezzamento per l’importante lavoro da voi svolto nella preparazione e nello svolgi­mento di questo simposio Interna­zionale sul Magistero di Pio XII ed au­spico che si continui a riflettere sulla preziosa eredità lasciata alla Chiesa dall’immortale Pontefice, per trarne proficue applicazioni alle problema­tiche oggi emergenti. Con questo au­gurio, mentre invoco sul vostro im­pegno l’aiuto del Signore, di cuore im­parto a ciascuno la mia benedizione. </span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><strong><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Arial;">Benedetto XVI</span></span></strong></span></p>
<table class="MsoNormalTable" style="width:456.75pt;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="609">
<tbody>
<tr>
<td style="width:456.75pt;background-color:transparent;border:#d4d0c8;padding:0;" width="609" valign="top">
<p style="text-align:center;" align="center"><span style="color:#663300;"><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">CAPPELLA PAPALE &#8211; SANTA MESSA IN OCCASIONE DEL 50° DELLA MORTE<br />
DEL SERVO DI DIO PAPA PIO XII</span></span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times;"><em><span style="color:#663300;">Basilica Vaticana, Giovedì, 9 ottobre 2008</span></em> </span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times;"><em>Signori Cardinali,<br />
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,<br />
cari fratelli e sorelle</em>!</span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">Il brano del libro del Siracide ed il prologo della Prima Lettera di san Pietro, proclamati come prima e seconda lettura, ci offrono significativi spunti di riflessione in questa celebrazione eucaristica, durante la quale facciamo memoria del mio venerato predecessore, il </span><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/index_it.htm"><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">Servo di Dio Pio XII</span></a><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">. Sono passati esattamente cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta nelle prime ore del 9 ottobre 1958. Il Siracide, come abbiamo ascoltato, ha ricordato a quanti intendono seguire il Signore che devono prepararsi ad affrontare prove, difficoltà e sofferenze. Per non soccombere ad esse – egli ammonisce &#8211; occorre un cuore retto e costante, occorre fedeltà a Dio e pazienza unite a inflessibile determinazione nel proseguire nella via del bene. La sofferenza affina il cuore del discepolo del Signore, come l’oro viene purificato nella fornace. “Accetta quanto ti capita &#8211; scrive l’autore sacro – e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiolo del dolore” (2,4).San Pietro, per parte sua, nella pericope che ci è stata proposta, rivolgendosi ai cristiani delle comunità dell’Asia Minore che erano “afflitti da varie prove”, va anche oltre: chiede loro di essere, ciò nonostante, “ricolmi di gioia” (<em>1 Pt</em> 1,6). La prova è infatti necessaria, egli osserva, “affinché il valore della vostra fede, assai più preziosa dell’oro &#8211; destinato a perire e tuttavia purificato col fuoco -, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà” (<em>1 Pt</em> 1,7). E poi, per la seconda volta, li esorta ad essere lieti, anzi ad esultare “di gioia indicibile e gloriosa” (v. 8). La ragione profonda di questo gaudio spirituale sta nell’amore per Gesù e nella certezza della sua invisibile presenza. E’ Lui a rendere incrollabile la fede e la speranza dei credenti anche nelle fasi più complicate e dure dell’esistenza.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">Alla luce di questi testi biblici possiamo leggere la vicenda terrena di Papa Pacelli e il suo lungo servizio alla Chiesa iniziato nel 1901 sotto Leone XIII, e proseguito con san Pio X, Benedetto XV e Pio XI. Questi testi biblici ci aiutano soprattutto a comprendere quale sia stata la sorgente da cui egli ha attinto coraggio e pazienza nel suo ministero pontificale, svoltosi negli anni travagliati del secondo conflitto mondiale e nel periodo susseguente, non meno complesso, della ricostruzione e dei difficili rapporti internazionali passati alla storia con la qualifica significativa di “guerra fredda”. </span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times;"><em>“Miserere mei Deus, secundum magnam misericordiam tuam</em>”: con questa invocazione del Salmo 50/51 Pio XII iniziava il suo testamento. E continuava: “Queste parole, che, conscio di essere immeritevole e impari, pronunciai nel momento in cui diedi, tremando, la mia accettazione alla elezione a Sommo Pontefice, con tanto maggior fondamento le ripeto ora”. Mancavano allora due anni alla sua morte. Abbandonarsi nelle mani misericordiose di Dio: fu questo l’atteggiamento che coltivò costantemente questo mio venerato Predecessore, ultimo dei Papi nati a Roma ed appartenente ad una famiglia legata da molti anni alla Santa Sede. In Germania, dove svolse il compito di Nunzio Apostolico, prima a Monaco di Baviera e poi a Berlino sino al 1929, lasciò dietro di sé una grata memoria, soprattutto per aver collaborato con Benedetto XV al tentativo di fermare “l’inutile strage” della Grande Guerra, e per aver colto fin dal suo sorgere il pericolo costituito dalla mostruosa ideologia nazionalsocialista con la sua perniciosa radice antisemita e anticattolica. Creato Cardinale nel dicembre 1929, e divenuto poco dopo Segretario di Stato, per nove anni fu fedele collaboratore di Pio XI, in un’epoca contrassegnata dai totalitarismi: quello fascista, quello nazista e quello comunista sovietico, condannati rispettivamente dalle Encicliche <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19310629_non-abbiamo-bisogno_it.html">Non abbiamo bisogno</a></em>, <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_14031937_mit-brennender-sorge_it.html">Mit Brennender Sorge</a> </em>e <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19370319_divini-redemptoris_it.html">Divini Redemptoris</a></em>. </span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">“Chi ascolta la mia parola e crede… ha la vita eterna” (<em>Gv</em> 5,24). Questa assicurazione di Gesù, che abbiamo ascoltato nel Vangelo, ci fa pensare ai momenti più duri del pontificato di Pio XII quando, avvertendo il venir meno di ogni umana sicurezza, sentiva forte il bisogno, anche attraverso un costante sforzo ascetico, di aderire a Cristo, unica certezza che non tramonta. La Parola di Dio diventava così luce al suo cammino, un cammino nel quale Papa Pacelli ebbe a consolare sfollati e perseguitati, dovette asciugare lacrime di dolore e piangere le innumerevoli vittime della guerra. Soltanto Cristo è vera speranza dell’uomo; solo fidando in Lui il cuore umano può aprirsi all’amore che vince l’odio. Questa consapevolezza accompagnò Pio XII nel suo ministero di Successore di Pietro, ministero iniziato proprio quando si addensavano sull’Europa e sul resto del mondo le nubi minacciose di un nuovo conflitto mondiale, che egli cercò di evitare in tutti i modi: “Imminente è il pericolo, ma è ancora tempo. Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra”, aveva gridato nel suo </span><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/speeches/1939/documents/hf_p-xii_spe_19390824_ora-grave_it.html"><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">radiomessaggio del 24 agosto 1939</span></a><span style="font-size:x-small;font-family:Times;"> (<em>AAS</em>, XXXI, 1939, p. 334). </span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">La guerra mise in evidenza l’amore che nutriva per la sua “diletta Roma”, amore testimoniato dall’intensa opera di carità che promosse in difesa dei perseguitati, senza alcuna distinzione di religione, di etnia, di nazionalità, di appartenenza politica. Quando, occupata la città, gli fu ripetutamente consigliato di lasciare il Vaticano per mettersi in salvo, identica e decisa fu sempre la sua risposta: “Non lascerò Roma e il mio posto, anche se dovessi morire” (cfr <em>Summarium</em>, p.186). I familiari ed altri testimoni riferirono inoltre delle privazioni quanto a cibo, riscaldamento, abiti, comodità, a cui si sottopose volontariamente per condividere la condizione della gente duramente provata dai bombardamenti e dalle conseguenze della guerra (cfr A. Tornielli, <em>Pio XII, Un uomo sul trono di Pietro</em>). E come dimenticare il </span><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/speeches/1942/documents/hf_p-xii_spe_19421224_radiomessage-christmas_it.html"><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">radiomessaggio natalizio del dicembre 1942</span></a><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">? Con voce rotta dalla commozione deplorò la situazione delle “centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate alla morte o ad un progressivo deperimento” (<em>AAS</em>, XXXV, 1943, p. 23), con un chiaro riferimento alla deportazione e allo sterminio perpetrato contro gli ebrei. Agì spesso in modo segreto e silenzioso proprio perché, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei. Per questi suoi interventi, numerosi e unanimi attestati di gratitudine furono a lui rivolti alla fine della guerra, come pure al momento della morte, dalle più alte autorità del mondo ebraico, come ad esempio, dal Ministro degli Esteri d’Israele Golda Meir, che così scrisse: “Quando il martirio più spaventoso ha colpito il nostro popolo, durante i dieci anni del terrore nazista, la voce del Pontefice si è levata a favore delle vittime”, concludendo con commozione: “Noi piangiamo la perdita di un grande servitore della pace”.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio Pio XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti del suo poliedrico pontificato. Tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e i messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro. Paolo VI, che fu suo fedele collaboratore per molti anni, lo descrisse come un erudito, un attento studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, con sempre ferma e coerente fedeltà sia ai principi della razionalità umana, sia all’intangibile deposito delle verità della fede. Lo considerava come un precursore del Concilio Vaticano II (cfr </span><a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/angelus/1974/documents/hf_p-vi_ang_19740310_it.html"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times;"><em>Angelus</em> del 10 marzo 1974</span></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">). In questa prospettiva, molti suoi documenti meriterebbero di essere ricordati, ma mi limito a citarne alcuni. Con l’Enciclica <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_29061943_mystici-corporis-christi_it.html">Mystici Corporis</a></em>, pubblicata il 29 giugno 1943 mentre ancora infuriava la guerra, egli descriveva i rapporti spirituali e visibili che uniscono gli uomini al Verbo incarnato e proponeva di integrare in questa prospettiva tutti i principali temi dell’ecclesiologia, offrendo per la prima volta una sintesi dogmatica e teologica che sarebbe stata la base per la Costituzione dogmatica conciliare <em><a href="http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html">Lumen gentium</a></em>. </span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">Pochi mesi dopo, il 20 settembre 1943, con l’Enciclica <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_30091943_divino-afflante-spiritu_it.html">Divino afflante Spiritu</a></em> stabiliva le norme dottrinali per lo studio della Sacra Scrittura, mettendone in rilievo l’importanza e il ruolo nella vita cristiana. Si tratta di un documento che testimonia una grande apertura alla ricerca scientifica sui testi biblici. Come non ricordare quest’Enciclica, mentre sono in svolgimento i lavori del Sinodo che ha come tema proprio “<em><a href="http://www.vatican.va/news_services/press/sinodo/documents/bollettino_22_xii-ordinaria-2008/bollettino_22_xii_ordinaria-2008_index_it.html">La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa</a>”</em>? Si deve all’intuizione profetica di Pio XII l’avvio di un serio studio delle caratteristiche della storiografia antica, per meglio comprendere la natura dei libri sacri, senza indebolirne o negarne il valore storico. L’approfondimento dei “generi letterari”, che intendeva comprendere meglio quanto l’autore sacro aveva voluto dire, fino al 1943 era stato visto con qualche sospetto, anche per gli abusi che si erano verificati. L’Enciclica ne riconosceva la giusta applicazione, dichiarandone legittimo l’uso per lo studio non solo dell’Antico Testamento, ma anche del Nuovo. “Oggi poi quest’arte &#8211; spiegò il Papa &#8211; che suol chiamarsi critica testuale e nelle edizioni degli autori profani s’impiega con grande lode e pari frutto, con pieno diritto si applica ai Sacri Libri appunto per la riverenza dovuta alla parola di Dio”. Ed aggiunse: “Scopo di essa infatti è restituire con tutta la possibile precisione il sacro testo al suo primitivo tenore, purgandolo dalle deformazioni introdottevi dalle manchevolezze dei copisti e liberandolo dalle glosse e lacune, dalle trasposizioni di parole, dalle ripetizioni e da simili difetti d’ogni genere, che negli scritti tramandati a mano pei molti secoli usano infiltrarsi” (<em>AAS</em>, XXXV, 1943, p. 336).</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">La terza Enciclica che vorrei menzionare è la <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_20111947_mediator-dei_it.html">Mediator Dei</a></em>, dedicata alla liturgia, pubblicata il 20 novembre 1947. Con questo Documento il Servo di Dio dette impulso al movimento liturgico, insistendo sull’“elemento essenziale del culto”, che “deve essere quello interno: è necessario, difatti, &#8211; egli scrisse &#8211; vivere sempre in Cristo, tutto a Lui dedicarsi, affinché in Lui, con Lui e per Lui si dia gloria al Padre. La sacra Liturgia richiede che questi due elementi siano intimamente congiunti… Diversamente, la religione diventa un formalismo senza fondamento e senza contenuto”. Non possiamo poi non accennare all’ impulso notevole che questo Pontefice impresse all’attività missionaria della Chiesa con le Encicliche <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_02061951_evangelii-praecones_it.html">Evangelii praecones</a></em> (1951) e <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_21041957_fidei-donum_it.html">Fidei donum</a></em> (1957), ponendo in rilievo il dovere di ogni comunità di annunciare il Vangelo alle genti, come il Concilio Vaticano II farà con coraggioso vigore. L’amore per le missioni, peraltro, Papa Pacelli lo aveva dimostrato sin dall’inizio del pontificato quando nell’ottobre 1939 aveva voluto consacrare personalmente dodici Vescovi di Paesi di missione, tra i quali un indiano, un cinese, un giapponese, il primo Vescovo africano e il primo Vescovo del Madagascar. Una delle sue costanti preoccupazioni pastorali fu infine la promozione del ruolo dei laici, perché la comunità ecclesiale potesse avvalersi di tutte le energie e le risorse disponibili. Anche per questo la Chiesa e il mondo gli sono grati. </span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">Cari fratelli e sorelle, mentre preghiamo perché prosegua felicemente la causa di beatificazione del Servo di Dio Pio XII, è bello ricordare che la santità fu il suo ideale, un ideale che non mancò di proporre a tutti. Per questo dette impulso alle cause di beatificazione e canonizzazione di persone appartenenti a popoli diversi, rappresentanti di tutti gli stati di vita, funzioni e professioni, riservando ampio spazio alle donne. Proprio Maria, la Donna della salvezza, egli additò all’umanità quale segno di sicura speranza proclamando il dogma dell’Assunzione durante l’Anno Santo del 1950. In questo nostro mondo che, come allora, è assillato da preoccupazioni e angosce per il suo avvenire; in questo mondo, dove, forse più di allora, l’allontanamento di molti dalla verità e dalla virtù lascia intravedere scenari privi di speranza, Pio XII ci invita a volgere lo sguardo verso Maria assunta nella gloria celeste. Ci invita ad invocarla fiduciosi, perchè ci faccia apprezzare sempre più il valore della vita sulla terra e ci aiuti a volgere lo sguardo verso la meta vera a cui siamo tutti destinati: quella vita eterna che, come assicura Gesù, possiede già chi ascolta e segue la sua parola. Amen! </span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">        </span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span style="color:#663300;"><span><span style="font-size:x-small;font-family:Times;"> </span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-left:-9pt;text-align:justify;"><span class="abody1"><span style="font-size:9pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></p>
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		<title>Bertone (card.) e Galileo &#8211; da Gusmini</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 18:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
				<category><![CDATA[scienza e fede]]></category>

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		<description><![CDATA[DIBATTITO -  Roma 26.11.2008
 Il cardinale Bertone: «Le lacune dei teologi dipendevano dalla mentalità dell’epoca, lo scienziato era un uomo di fede» 
Galileo e Chiesa processi finiti 
 DA ROMA GIOVANNI GRASSO 
 Ravasi: ripubblichiamo tutte le fonti della diatriba col Vaticano Amaldi: tra i ricercatori c’è una «trascendenza orizzontale».
 Guarguaglini: sulle domande ultime la risposta è religiosa

 Galileo Galilei fu un grandissimo scienziato e contemporaneamente un uomo con profondo senso religioso. A dimostrazione che il rapporto tra scienza e fede è perfettamente componibile senza strappi o lacerazioni. È quanto ha detto, in sintesi, il segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone, che è intervenuto ieri al convegno « La scienza 400 anni dopo Galileo Galilei. Il valore e la complessità etica della ricerca tecno¬scientifica contemporanea » , promosso dalla Finmeccanica presso il complesso monumentale del Santo Spirito.
  « In questi ultimi anni – ha detto Bertone – ci sono stati interventi chiarificatori che, se hanno con grande sincerità posto in luce lacune di uomini di Chiesa legati alla mentalità dell’epoca, hanno permesso al tempo stesso di far risaltare la ricca personalità di questo scienziato che con il cannocchiale astronomico scoprì che la Terra non è il centro di tutti i movimenti celesti. Quel che mi pare debba essere sottolineato è che Galileo, uomo di scienza, ha pure coltivato con amore la sua fede e le sue profonde convinzioni religiose. Galileo Galilei è un uomo di fede che vedeva la natura come un libro il cui autore è Dio » . E ha citato a questo proposito un famoso scritto di Galileo in cui lo scienziato affermava: « L’intenzione dello Spirito Santo essere d’insegnarci come si vada al cielo, e non come vada il cielo » . Distinzione dei piani, dunque, ma non contrasto, anzi necessità di collaborazione. E, in particolare negli ultimi anni, che hanno conosciuto uno sviluppo tecnico e scientifico senza precedenti, « sono apparse problematiche di carattere etico e filosofico a motivo del crescente impatto antropologico e sociale di esso.
  Ecco perché – ha spiegato ancora il cardinal Bertone – si impone oggi un’attenta e profonda riflessione sulla natura, sulle finalità e sui limiti della ricerca tecnica e scientifica » e, in definitiva, anche « un rinnovamento morale se si vuole che le risorse scientifiche e tecniche siano messe a servizio dell’uomo » .
  Oggi, infatti, per il segretario di Stato « da un lato si avverte l’insorgere di problematiche etiche complesse e inedite, in ragione di un divario che va allargandosi tra i rapidi sviluppi della ricerca scientifica e la disponibilità di strumenti e metodi di valutazione etica adeguati. Dall’altro siamo di fronte allo smarrimento delle leggi morali ereditate dalla tradizione, e questo facilmente degenera in assenza di leggi, come si è visto nella recente bufera finanziaria quando tutti hanno fatto appello a regole precise » . Non diverso il pensiero del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, che ha ricordato che « ciò che guida gli scienziati, tanto nella verifica empirica che nella formulazione teorica, è la ricerca della verità.
  E tuttavia – ha aggiunto – tutti gli scienziati di ogni settore, nello sviluppo e nell’applicazione della tecnologia, si prefiggono anche l’obiettivo di raggiungere un progressivo miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo » .  Ma, ha avvertito Guarguaglini, « la scienza non ha né il compito né la possibilità di fornire una risposta alle domande basilari dell’uomo; domande la cui risposta è da cercare altrove, in un’indagine parallela e contigua al cammino della scienza » . E, dunque, il preteso contrasto tra scienza e fede « oggi si rivela velleitario e anacronistico » .
  Occorre piuttosto « definire con chiarezza i campi propri di ciascuna di queste discipline, dall’altro riconoscere l’innegabile relazione che c’è tra mondo spirituale, aspirazione alla libertà e conoscenza scientifica della verità » .
 Monsignor Gianfranco Ravasi,  presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa, si è detto ottimista: dopo secoli di sterili contrapposizioni, « è ora giunto il momento di guardare al futuro dei rapporti tra scienza e fede con ottimismo, perché, come diceva Giovanni Paolo II, la scienza può purificare la fede dalla superstizione e la fede può purificare la scienza dal dogmatismo. Scienziati e teologi devono guardare reciprocamente uno nel terreno dell’altro per cercare dei punti di intersezione. Per conservare la propria identità è necessario abbandonare gli integrismi e l’arroganza che genera radicalismo perché la verità non è appannaggio soltanto di uno dei due campi, la verità si conosce anche attraverso la poesia, l’arte, la musica e la fede » . Quanto a Galileo, Ravasi ha detto: « È importante ritornare sulla sua storia e auspico che l’Archivio segreto del Vaticano ripubblichi tutti i materiali inerenti al suo processo, e che magari Finmeccanica ne sostenga la pubblicazione » . Un grande fisico, come Ugo Amaldi, ha raccontato invece come lui ha risolto il nodo che sembra da sempre opporre scienziati credenti e scienziati atei: immaginando cioè una linea di confine che includa i problemi scientifici « lasciando al fuori tutte le domande non scientifiche » . Chi nega che esista « un progetto divino sulla natura » compie in realtà secondo Amaldi « un passo di trascendenza orizzontale » che non è giustificato « dal solo sapere scientifico ma è influenzato dal vissuto personale e da considerazioni filosofiche e sapienziali, che si trovano al di fuori del confine » .
  Mentre « non è sostanzialmente diverso il comportamento di colui che, guidato dalla sua diversa esperienza esistenziale e dalla sua ragione filosofica e ragionevolezza sapienziale, uscendo dal confine del sapere scientifico compie un passo di trascendenza verticale scegliendo, ad esempio, un’opzione religiosa o filosofica che privilegia la centralità dell’uomo nella natura » . E, dunque, la metafora del confine « mostra che, comunque e sempre, l’intelletto compie un passo di trascendenza: alcuni scelgono la trascendenza orizzontale, altri la trascendenza verticale, e le motivazioni stanno tutte al di fuori del confine del sapere scientifico » .  All’incontro di Finmeccanica che anticipa le celebrazioni galileiane, previste per il 2009 – ovvero a 400 anni dalla prima volta che Galileo puntò il telescopio sul cielo di Padova – hanno preso parte anche padre George V. Coyne, presidente emerito della Specola vaticana, il matematico Edoardo Vesentini e Riccardo Chiaberge, direttore del supplemento culturale domenicale del Sole 24 Ore. 


  

Ravasi: nell’«anno di Galileo», scienza e teologia tornino a operare insieme 
 «Galileo Galilei non fu mai condannato» e il Vaticano vuole far ripubblicare gli atti del processo per «rinfrescare la memoria» di quanti attendono ancora «pentimenti» che non avrebbero ragion d’essere: lo ha annunciato il presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, monsignor Gianfranco Ravasi (a destra nella foto), a margine di un incontro tra le pontificie accademie. «Il Papa – ha detto Ravasi – non firmò la sentenza e i cardinali non raggiunsero l’accordo per la condanna, per questo sarebbe bene ripubblicare gli atti nella loro totalità, in modo da averli ancora a disposizione in una edizione la più possibile accurata e rigorosa dal punto di vista critico». Senza però voler «ritornare sempre – ha sottolineato Ravasi – a usare la storia come un tribunale, il che permette, sì, di purificare il passato, però adesso dobbiamo guardare verso il futuro». In vista dell’Anno galileiano Ravasi annuncia alcune iniziative vaticane: una riflessione sul tema dell’evoluzione biologica; la partecipazione al quattrocentenario delle rilevazioni di Galileo col cannocchiale; un grande convegno, a marzo, con teologi, scienziati e filosofi; infine una riflessione su fede e ragione. Alla fine – ha concluso Ravasi – «l’ oggetto della scienza e della teologia è comune: insieme consideriamo la realtà e il cosmo. Occorre tornare alla verità, a qualcosa che ci precede e ci eccede, nei cui confronti però dobbiamo muoverci, seppure con percorsi diversi, per scoprirne la complessità».

        
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;">DIBATTITO &#8211;  Roma 26.11.2008<br />
</span><span class="subtitle1"> Il cardinale Bertone: «Le lacune dei teologi dipendevano dalla mentalità dell’epoca, lo scienziato era un uomo di fede»</span></span></span><span class="maintitle1"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></strong></p>
<p><span class="maintitle1"><span style="font-size:14pt;"><strong><span style="font-family:Arial;">Galileo e Chiesa processi finiti</span></strong></span></span><span style="font-size:x-small;font-family:Times;"> </span><span style="font-size:7.5pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1"> DA ROMA GIOVANNI GRASSO </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;"> Ravasi: ripubblichiamo tutte le fonti della diatriba col Vaticano Amaldi: tra i ricercatori c’è una «trascendenza orizzontale».</span></span></span><span style="font-size:7.5pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1"><span> </span>Guarguaglini: sulle domande ultime la risposta è religiosa</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:7.5pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1"> Galileo Galilei fu un grandissimo scienziato e contemporaneamente un uomo con profondo senso religioso. A dimostrazione che il rapporto tra scienza e fede è perfettamente componibile senza strappi o lacerazioni. È quanto ha detto, in sintesi, il segretario di Stato vaticano, cardinal <strong>Tarcisio Bertone,</strong> che è intervenuto ieri al convegno « La scienza 400 anni dopo Galileo Galilei. Il valore e la complessità etica della ricerca tecno­scientifica contemporanea » , promosso dalla Finmeccanica presso il complesso monumentale del Santo Spirito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;">  « In questi ultimi anni – ha detto Bertone – ci sono stati interventi chiarificatori che, se hanno con grande sincerità posto in luce lacune di uomini di Chiesa legati alla mentalità dell’epoca, hanno permesso al tempo stesso di far risaltare la ricca personalità di questo scienziato che con il cannocchiale astronomico scoprì che la Terra non è il centro di tutti i movimenti celesti. Quel che mi pare debba essere sottolineato è che Galileo, uomo di scienza, ha pure coltivato con amore la sua fede e le sue profonde convinzioni religiose. Galileo Galilei è un uomo di fede che vedeva la natura come un libro il cui autore è Dio » . E ha citato a questo proposito un famoso scritto di Galileo in cui lo scienziato affermava: « L’intenzione dello Spirito Santo essere d’insegnarci come si vada al cielo, e non come vada il cielo » . Distinzione dei piani, dunque, ma non contrasto, anzi necessità di collaborazione. E, in particolare negli ultimi anni, che hanno conosciuto uno sviluppo tecnico e scientifico senza precedenti, « sono apparse problematiche di carattere etico e filosofico a motivo del crescente impatto antropologico e sociale di esso.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;">  Ecco perché – ha spiegato ancora il cardinal Bertone – si impone oggi un’attenta e profonda riflessione sulla natura, sulle finalità e sui limiti della ricerca tecnica e scientifica » e, in definitiva, anche « un rinnovamento morale se si vuole che le risorse scientifiche e tecniche siano messe a servizio dell’uomo » .</span></span></span><span style="font-size:7.5pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1">  Oggi, infatti, per il segretario di Stato « da un lato si avverte l’insorgere di problematiche etiche complesse e inedite, in ragione di un divario che va allargandosi tra i rapidi sviluppi della ricerca scientifica e la disponibilità di strumenti e metodi di valutazione etica adeguati. Dall’altro siamo di fronte allo smarrimento delle leggi morali ereditate dalla tradizione, e questo facilmente degenera in assenza di leggi, come si è visto nella recente bufera finanziaria quando tutti hanno fatto appello a regole precise » . Non diverso il pensiero del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, <strong>Pier Francesco Guarguaglini,</strong> che ha ricordato che « ciò che guida gli scienziati, tanto nella verifica empirica che nella formulazione teorica, è la ricerca della verità.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;">  E tuttavia – ha aggiunto – tutti gli scienziati di ogni settore, nello sviluppo e nell’applicazione della tecnologia, si prefiggono anche l’obiettivo di raggiungere un progressivo miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo » .  Ma, ha avvertito Guarguaglini, « la scienza non ha né il compito né la possibilità di fornire una risposta alle domande basilari dell’uomo; domande la cui risposta è da cercare altrove, in un’indagine parallela e contigua al cammino della scienza » . E, dunque, il preteso contrasto tra scienza e fede « oggi si rivela velleitario e anacronistico » .</span></span></span><span style="font-size:7.5pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1">  Occorre piuttosto « definire con chiarezza i campi propri di ciascuna di queste discipline, dall’altro riconoscere l’innegabile relazione che c’è tra mondo spirituale, aspirazione alla libertà e conoscenza scientifica della verità » .</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;"><span> </span>Monsignor <strong>Gianfranco Ravasi,</strong>  presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa, si è detto ottimista: dopo secoli di sterili contrapposizioni, « è ora giunto il momento di guardare al futuro dei rapporti tra scienza e fede con ottimismo, perché, come diceva Giovanni Paolo II, la scienza può purificare la fede dalla superstizione e la fede può purificare la scienza dal dogmatismo. Scienziati e teologi devono guardare reciprocamente uno nel terreno dell’altro per cercare dei punti di intersezione. Per conservare la propria identità è necessario abbandonare gli integrismi e l’arroganza che genera radicalismo perché la verità non è appannaggio soltanto di uno dei due campi, la verità si conosce anche attraverso la poesia, l’arte, la musica e la fede » . Quanto a Galileo, Ravasi ha detto: « È importante ritornare sulla sua storia e auspico che l’Archivio segreto del Vaticano ripubblichi tutti i materiali inerenti al suo processo, e che magari Finmeccanica ne sostenga la pubblicazione » . Un grande fisico, come <strong>Ugo Amaldi,</strong> ha raccontato invece come lui ha risolto il nodo che sembra da sempre opporre scienziati credenti e scienziati atei: immaginando cioè una linea di confine che includa i problemi scientifici « lasciando al fuori tutte le domande non scientifiche » . Chi nega che esista « un progetto divino sulla natura » compie in realtà secondo Amaldi « un passo di trascendenza orizzontale » che non è giustificato « dal solo sapere scientifico ma è influenzato dal vissuto personale e da considerazioni filosofiche e sapienziali, che si trovano al di fuori del confine » .</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;">  Mentre « non è sostanzialmente diverso il comportamento di colui che, guidato dalla sua diversa esperienza esistenziale e dalla sua ragione filosofica e ragionevolezza sapienziale, uscendo dal confine del sapere scientifico compie un passo di trascendenza verticale scegliendo, ad esempio, un’opzione religiosa o filosofica che privilegia la centralità dell’uomo nella natura » . E, dunque, la metafora del confine « mostra che, comunque e sempre, l’intelletto compie un passo di trascendenza: alcuni scelgono la trascendenza orizzontale, altri la trascendenza verticale, e le motivazioni stanno tutte al di fuori del confine del sapere scientifico » .  All’incontro di Finmeccanica che anticipa le celebrazioni galileiane, previste per il 2009 – ovvero a 400 anni dalla prima volta che Galileo puntò il telescopio sul cielo di Padova – hanno preso parte anche padre George V. Coyne, presidente emerito della Specola vaticana, il matematico Edoardo Vesentini e Riccardo Chiaberge, direttore del supplemento culturale domenicale del <em>Sole 24 Ore.</em> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span class="maintitle1"><span style="font-size:14pt;"><strong><span style="font-family:Arial;">Ravasi: nell’«anno di Galileo», scienza e teologia tornino a operare insieme</span></strong></span></span><span style="font-size:x-small;font-family:Times;"> </span><span style="font-size:7.5pt;color:black;font-family:Arial;"><br />
<span class="abody1"> «Galileo Galilei non fu mai condannato» e il Vaticano vuole far ripubblicare gli atti del processo per «rinfrescare la memoria» di quanti attendono ancora «pentimenti» che non avrebbero ragion d’essere: lo ha annunciato il presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, monsignor Gianfranco Ravasi (a destra nella foto), a margine di un incontro tra le pontificie accademie. «Il Papa – ha detto Ravasi – non firmò la sentenza e i cardinali non raggiunsero l’accordo per la condanna, per questo sarebbe bene ripubblicare gli atti nella loro totalità, in modo da averli ancora a disposizione in una edizione la più possibile accurata e rigorosa dal punto di vista critico». Senza però voler «ritornare sempre – ha sottolineato Ravasi – a usare la storia come un tribunale, il che permette, sì, di purificare il passato, però adesso dobbiamo guardare verso il futuro». In vista dell’Anno galileiano Ravasi annuncia alcune iniziative vaticane: una riflessione sul tema dell’evoluzione biologica; la partecipazione al quattrocentenario delle rilevazioni di Galileo col cannocchiale; un grande convegno, a marzo, con teologi, scienziati e filosofi; infine una riflessione su fede e ragione. Alla fine – ha concluso Ravasi – «l’ oggetto della scienza e della teologia è comune: insieme consideriamo la realtà e il cosmo. Occorre tornare alla verità, a qualcosa che ci precede e ci eccede, nei cui confronti però dobbiamo muoverci, seppure con percorsi diversi, per scoprirne la complessità».</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span class="abody1"><span style="font-size:7.5pt;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></p>
<p><span><span style="font-size:x-small;font-family:Times;">     </span></span></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Riflessione su Maria (da Gigi Bovo)</title>
		<link>http://amicinave2008.wordpress.com/2008/12/09/riflessione-su-maria-da-gigi-bovo/</link>
		<comments>http://amicinave2008.wordpress.com/2008/12/09/riflessione-su-maria-da-gigi-bovo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 11:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
				<category><![CDATA[maria]]></category>

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		<description><![CDATA[Maria, vergine dell’attesa Se andiamo alla ricerca di un motivo esemplare che possa ispirare i nostri passi, e dare agilità alle cadenze del nostro cammino in questo periodo che ci separa dal Natale, dobbiamo assolutamente rifarci alla Madonna. Lei è la Vergine dell&#8217;attesa, la Vergine dell&#8217;Avvento, la Madre dell&#8217;attesa. Lo sapete che nel Vangelo, prima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=38&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText3" style="margin:0;"><span style="line-height:150%;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Maria, vergine dell’attesa</span></strong></span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Se andiamo alla ricerca di un motivo esemplare che possa ispirare i nostri passi, e dare agilità alle cadenze del nostro cammino in questo periodo che ci separa dal Natale, dobbiamo assolutamente rifarci alla Madonna. Lei è la Vergine dell&#8217;attesa, la Vergine dell&#8217;Avvento, la Madre dell&#8217;attesa.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Lo sapete che nel Vangelo, prima ancora che ci venga detto il suo nome, viene riferito un fremito d&#8217;attesa che ardeva nella sua anima? San Luca, prima ancora di dirci che «il suo nome era Maria» (Lc 1, 26), ci dice un&#8217;altra cosa: «In quel tempo l&#8217;angelo Gabriele venne mandato ad una ragazza promessa sposa ad un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide» (Lc 1, 26-27).</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">«Promessa sposa», cioè fidanzata! Noi sappiamo che la parola fidanzata viene vissuta da ogni donna come un preludio di tenerezze misteriose, di attese. Fidanzata è colei che attende. Anche Maria ha atteso; era in attesa, in ascolto: ma di chi? Di lui, di Giuseppe! Era in ascolto del frusciare dei suoi sandali sulla polvere, la sera, quando lui, profumato di vernice e di resina dei legni che trattava con le mani, andava da lei e le parlava dei suoi sogni.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Maria viene presentata come la donna che attende. Fidanzata, cioè. Solo dopo ci viene detto il suo nome. L&#8217;attesa è la prima pennellata con cui san Luca dipinge Maria, ma è anche l&#8217;ultima. E infatti sempre san Luca il pittore che, negli Atti degli apostoli, dipinge l&#8217;ultimo tratto con cui Maria si congeda dalla Scrittura. Anche qui Maria è in attesa, al piano superiore, insieme con gli apostoli; in attesa dello Spirito (At 1, 13-14); anche qui è in ascolto di lui, in attesa del suo frusciare: prima dei sandali di Giuseppe, adesso dell&#8217;ala dello Spirito Santo, profumato di santità e di sogni.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Attendeva che sarebbe sceso sugli apostoli, sulla chiesa nascente per indicarle il tracciato della sua missione.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Maria, Vergine e Madre dell&#8217;attesa</span></strong></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Vedete allora che Maria, nel Vangelo, si presenta come la Vergine dell&#8217;attesa e si congeda dalla Scrittura come la Madre dell&#8217;attesa: si presenta in attesa di Giuseppe, si congeda in attesa dello Spirito. Vergine in attesa, all&#8217;inizio. Madre in attesa, alla fine. E nell&#8217;arcata sorretta da queste due trepidazioni, una così umana e l&#8217;altra cosi divina, cento altre attese struggenti. L&#8217;attesa di lui, per nove lunghissimi mesi. L&#8217;attesa di adempimenti legali festeggiati con frustoli di povertà e gaudi di parentele. L&#8217;attesa del giorno, l&#8217;unico che lei avrebbe voluto di volta in volta rimandare, in cui suo figlio sarebbe uscito di casa senza farvi ritorno mai più. L&#8217;attesa dell&#8217;«ora»: l&#8217;unica per la quale non avrebbe saputo frenare l&#8217;impazienza e di cui, prima del tempo, avrebbe fatto traboccare il carico di grazia sulla mensa degli uomini. L&#8217;attesa dell&#8217;ultimo rantolo dell&#8217;unigenito inchiodato sul legno. L&#8217;attesa del terzo giorno, vissuta in veglia solitaria, davanti alla roccia. Attendere: infinito del verbo amare. Anzi, nel vocabolario di Maria, amare all&#8217;infinito.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;"> </span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;"> </span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Con la lampada accesa</span></strong></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">E noi oggi di che cosa parliamo se non di Avvento, di attesa? Voi promettete fede al Signore e con i vostri sospiri, con i vostri sentimenti, con le vostre attese, ricevete le tenerezze misteriose che vi riserva: vigilanti, così come si vive il periodo del fidanzamento, con il tripudio interiore.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Un giorno le nozze dell&#8217;Agnello le celebreremo tutti quanti. Saremo tutti invitati, tutti protagonisti. Verrà questo giorno!</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Nei tempi gelidi che stiamo vivendo, nell&#8217;appannamento dei nostri entusiasmi e nella tristezza dei nostri peccati, non possiamo sentirci mancare il coraggio, al punto da non annunciarvi queste cose con forza, per quanto possano sembrare lontane, utopiche. No, non sono utopie, sono invece i luoghi dove noi realizzeremo veramente la nostra felicità, il nostro bene. Questo vi annunciamo oggi!</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Le ragazze che sono davanti a me, sono anche un po&#8217; l&#8217;icona di quello che dovremmo essere: con l&#8217;abito bianco, con la lampada accesa, in attesa; disponibili non soltanto a tenere la lampada accesa, ma anche a conservare una riserva sufficiente di olio nei recipienti, al punto che quando qualcuno ci rivolge quella preghiera così implorante e così umana che dice: «Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono!», noi possiamo rispondere non come le vergini prudenti: «No, perché non basta ne a noi ne a voi» (Mt 25, 9), ma: «Sì, vogliamo correre il rischio che non basti ne a noi ne a voi».</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">A voi che oggi non fuggite per la tangente dell&#8217;irreale, ma fate una scelta di concretezza, vorrei dire: «Amate il mondo e siate disponibili a dare l&#8217;olio alle lampade del mondo, perché anche il mondo possa attendere e possa vivere l&#8217;attesa».</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">La vera tristezza</span></strong></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Oggi non si attende più. La vera tristezza non è quando ti ritiri a casa la sera e non sei atteso da nessuno, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita. E la solitudine più nera la soffri non quando trovi il focolare spento, ma quando non lo vuoi accendere più: neppure per un eventuale ospite di passaggio. Quando pensi, insomma, che per te la musica è finita. E ormai i giochi sono fatti. E nessun&#8217;anima viva verrà a bussare alla tua porta. E non ci saranno più ne soprassalti di gioia per una buona notizia, ne trasalimenti di stupore per una improvvisata. E neppure fremiti di dolore per una tragedia umana: tanto, non ti resta più nessuno per il quale tu debba temere. La vita, allora, scorre piatta verso un epilogo che non arriva mai, come un nastro magnetico che ha finito troppo presto una canzone, e si srotola interminabile, senza dire più nulla, verso il suo ultimo stacco. Attendere: ovvero sperimentare il gusto di vivere. Hanno detto addirittura che la santità di una persona si commisura dallo spessore delle attese. E forse è vero.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Oggi abbiamo preso, invece, una direzione un tantino barbara: il nostro vissuto ci sta conducendo a non aspettare più, a non avere neppure il fremito di quelle attese che ci riempivano la vita un tempo: quando, non so, aspettavi profumi di mosti, o il cigolare dei frantoi o il grembo di tua madre che si incurvava sotto il peso di una nuova vita, o i profumi dei pampini, degli ulivi, o il profumo di spigo, di mele cotogne. Forse sto scappando anch&#8217;io per le tangenti del sogno, però &#8211; dite la verità &#8211; è così standardizzata la nostra vita, è così incastrata nei diagrammi cartesiani che c&#8217;imprigionano e ci stringono all&#8217;angolo, che non sappiamo più aspettare. Intuiamo tutti che abbiamo una vita prefabbricata, per cui ci lasciamo vivere, invece di vivere.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Palatino Linotype;"><span> </span>Una «pro-vocazione»</span></span></strong></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Oggi l&#8217;Avvento c&#8217;impegna invece a prendere la storia in mano, a mettere le mani sul timone della storia attraverso la preghiera, l&#8217;impegno e starei per dire anche l&#8217;indignazione: indignatevi un po&#8217;, fratelli e sorelle! Indignatevi, perché abbiamo perso questa capacità; anche noi sacerdoti, anche noi vescovi, non ci sappiamo più indignare per tanti soprusi, tante ingiustizie, tante violenze&#8230; Tutto quello che viviamo ora, qui, non è solo una simbologia. Vorrei dirvi, cari fratelli, che questi ragazzi, Antonio e Stefano e poi Barbara e Francesca e Lorella e Miriam, devono diventare per noi una provocazione, uno scrupolo, una spina di inappagamento, messa nel fianco della nostra vita, un&#8217;icona, una «pro-vocazione», una chiamata da parte di chi sta un po&#8217; più avanti. Con i gesti anche paradossali delle scelte audaci, ci stimolano ad essere uomini dell&#8217;attesa come Maria; ci spingono a non diffidare mai dei sogni, per essere capaci sempre di annunciare al mondo rovesciamenti da troni e innalzamenti dello stereo, come Maria, donna dell&#8217;attesa, che ha aspettato questa ricollocazione sui troni della giustizia per tutti coloro che, invece, vivono nel fetore delle stalle e nel sopruso degli egemoni, che schiacciano sempre la gente.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Attesa, attesa, ma di che? Che cosa aspettiamo?</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Aspettiamo prima di tutto un cambio per noi, per la nostra vita spirituale, interiore, e poi avvertiamo che stiamo camminando su speroni pericolosi, su rocce che possono farci ruzzolare da un momento all&#8217;altro. Forse abbiamo assunto un modo non proprio allineato alla logica delle beatitudini.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Attesa quindi di rinnovamento per noi, attesa di rinnovamento per la storia dell&#8217;umanità. Attesa di cambi interiori della nostra mentalità: non siamo ancora capaci di pronunciare una parola forte per dire che la guerra è iniqua, che ogni guerra è iniqua! Ancora ci stiamo trastullando con i concetti della guerra giusta o ingiusta, o della difesa&#8230;</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Abbiamo nelle mani il Vangelo della non violenza attiva, il codice del perdono, ma siamo ancora cristiani irresoluti, che camminano secondo le logiche della prudenza carnale e non della prudenza dello Spirito. Siamo gente che riesce a dormire con molta tranquillità, pur sapendo che nel mondo ci sono tante sofferenze. Sopportiamo facilmente che, all&#8217;interno della nostra città, col freddo che fa, le stazioni siano assediate da terzomondiali o da persone che vivono allo sbando, che non hanno più progetti.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Macché fidanzamento, che sogni, che attese di sandali, che profumi di vernice o di santità! Molta gente odora soltanto della tristezza dei propri sudari.</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Fratelli e sorelle, vergini fidanzate, provocate questa gente! Oggi ci sono tante fotografie per voi, tanti lampeggiamenti di flash; sarebbe molto bello che ognuno di voi, con il suo obiettivo allargato, imprimesse la provocazione di un&#8217;attesa di cieli nuovi e terre nuove. Anche tu, Stefano, che ti accingi ad entrare nel consesso presbiterale; e tu, Antonio, che ci sei già entrato, che sei già lettore e annunci la parola di Dio e da oggi tocchi anche le patene, le pissidi: tocchi quello che sarà il corpo vivente del Signore. Questo contatto con i vasi sacri, col grano fatto pane, con l&#8217;uva fatta vino, ti mette in rapporto con il cosmo, con questa realtà materiale, toccabile, perché il regno di Dio viene costruito non con i fumi delle nostre utopie ma con le pietre che vengono scavate nelle cave della storia, della terra. Scommetto che anche il pane che si mangia nel cielo è intriso delle acque della nostra terra e del grano che viene prodotto dai nostri campi!</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Palatino Linotype;">Buona attesa, dunque. Il Signore ci dia la grazia di essere continuamente allerta, in attesa di qualcuno che arrivi, che irrompa nelle nostre case e ci dia da portare un lieto annuncio!</span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Palatino Linotype;"><span>(Don Tonino Bello, </span><em>Avvento e Natale. Oltre il futuro, </em>Padova, Messaggero, 2007, 45-54).</span></span></p>
<p class="Corpotesto" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:13pt;font-family:Papyrus;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
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		<title>Scienza e fede</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 16:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
				<category><![CDATA[scienza e fede]]></category>

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		<description><![CDATA[LA PARTICELLA DI DIO (il bosone di Higgs) E I MISTERI DELLA FEDE  &#8211; da samuele baio   1.       Il cristianesimo è irrazionale ed a-scientifico e i cristiani sono allocchi ed allucinati A monte delle posizioni – importantissime – della Chiesa sugli argomenti fondamentali spirituali e di etica personale, sociale ed economica esiste il problema [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=31&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">LA PARTICELLA DI DIO (il bosone di Higgs) E I MISTERI DELLA FEDE  &#8211; da samuele baio</span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt 18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span><span><span style="font-size:small;">1.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span></strong><strong><span style="font-size:small;"><span> </span>Il cristianesimo è irrazionale ed a-scientifico e i cristiani sono allocchi ed allucinati</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">A monte delle posizioni – importantissime – della Chiesa sugli argomenti fondamentali spirituali e di etica personale, sociale ed economica esiste il problema della credibilità del sistema di valori su cui si basa il cristianesimo derivanti da Dio Padre, Figlio e Spirito Santo<span>  </span>- Trinità &#8211; , senza del quale la nostra religione vale quanto un’altra. Sopranaturale, trascendente, non contro il naturale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In questo momento storico in cui la scienza è assunta a “verbo”,<span>  </span>rivisitare con forza le Verità e ribadire che vi è armonia tra scienza ragione e fede è una delle dimensioni che rende credibile il cristiano, accanto alle altre.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">A questo proposito<span>  </span>cito due testi: il primo dell’ateo<span>  </span><strong>Ernesto</strong> <strong>Galli Della Loggia </strong>(Corriere 3 novembre 2008).<span>  </span>“La critica della religione è rimasta il solo e vero denominatore comune sopravissuto alle infinite vicissitudini della cultura moderna. Dell’illuminismo, del marxismo, del darwinismo, del freudismo e di ogni altro “ismo” tutti gli snodi e gli assunti sono stati di volta in volta smentiti, contraddetti ed abbandonati. Una sola cosa è restata: l’idea che la religione e quindi innanzitutto0 il cristianesimo, rappresenta la prima alienazione” dell’umanità premoderna, di cui i tempi nuovi esigono che ci si sbarazzi. La religione è diventata intellettualmente impresentabile e dunque sempre meno rappresentata culturalmente. “</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il secondo è un breve estratto del recente discorso del Papa <strong>Benedetto XVI <span> </span></strong>alla Pontificia accademia delle scienze (ottobre 2008). “ Nonostante elementi irrazionali, caotici e distruttivi nei lunghi processi<span>  </span>di cambiamento del cosmo, <strong>la materia in quanto tale è “leggibile”. Possiede una matematica innata</strong>. (<em>Questo</em> <em>grande papa ha colto nel segno come dirò di seguito!)</em> <span> </span>Evolvere significa letteralmente “srotolare un rotolo di pergamena, cioè leggere un libro”<span>  </span>Galileo vedeva la natura come un libro il cui autore è Dio.”<span>  </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>Il problema</strong>: perché Dio può fare e disfare a suo piacimento qualsiasi cosa (nascita da una Maria Vergine, risurrezione, miracoli vari, etc.) contravvenendo al <strong>principio di non contraddizione</strong>, contro quindi le regole matematico-fisiche che lui stesso aveva definito in natura? <span>  </span>Astraendo:<span>  </span>è una questione di fede – ragione – scienza, visti<span>  </span>come campi <span> </span>in contraddizione.<span>  </span>Dal punto di vista teologico/filosofico si dice che Dio opera <strong>mediante la natura senza contraddirla. Il punto è cercare di capire</strong> <strong><span style="text-decoration:underline;">come</span> </strong>ciò potrebbe avvenire in pratica. Diversamente ogni speculazione fi8losofico/teologica potrebbe essere confutata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La cultura in generale, tramite i suoi canali multimediali, dipinge i cristiani come allocchi, creduloni ed allucinati.<span>  </span>Oltre agli autori del passato e quelli non italiani, si leggano gli interventi attuali di Odifreddi, Augias, Piovani, Veronesi, etc. Ed anche qualche “teologo”<span>  </span>del tipo Hans Kung.<span>  </span>Il cristianesimo è una religione costruita, vi sono enormi contraddizioni nella Bibbia, la risurrezione è un fatto di allucinazione collettiva, etc. La scienza (o scientismo) è il nuovo Dio,<span>  </span>gli scienziati sono i guru che dicono la loro verità cui i comuni mortali devono credere. Il cristianesimo è a-scientifico ed irrazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ovviamente autori<span>  </span>e scienziati che<span>  </span>contraddicono<span>  </span>questa tesi sono messi in disparte o trattati con sufficienza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt 18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span><span><span style="font-size:small;">2.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span></strong><strong><span style="font-size:small;">Obiettivo </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L’obiettivo che mi propongo è quello di <strong>indicare alcune piste di ricerca scientifica</strong> <strong>applicata ai misteri della</strong> <strong>fede</strong> che si collegano alla “matematica innata” nonché alla fisica attuale, due campi in cui si è talmente avanti da divenire irriconoscibili rispetto a pochi decenni fa’.<span>   </span>Dio non si contraddice con le leggi sulla natura (qualunque essa sia, inanimata od animata).<span>  </span>Anche nel caso di miracoli ( definito fatto improbabile il cui effetto è quello di attuare il disegno di Dio sull’universo)<span>  </span>Egli userebbe delle leggi che noi<span>  </span>possiamo solo intuire o dedurre, ma non conosciamo pienamente (diversamente saremmo Dio<span>  </span>- si ricordi l’albero della conoscenza ….) Premessa fondamentale: <span> </span>vengono esposte di seguito <span> </span>alcune teorie e fatti in modo sintetico e divulgativo. Per chi è interessato la seguente bibliografia può essere di aiuto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:8pt;"><span>-<span style="font:7pt &quot;">          </span></span></span><span style="font-size:8pt;">Frank J. Tipler<span>  </span>- La fisica del cristianesimo – Mondadori.<span>  </span>Professore di fisica matematica alla Tulane Univesity a New Orleans. Espone idee ardite o temerarie, che comunque provocano ed affascinano</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:8pt;"><span>-<span style="font:7pt &quot;">          </span></span></span><span style="font-size:8pt;">Colombo, Giorello, Sindoni – L’intelligenza dell’universo – Piemme. Fisici e filosofi</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:8pt;"><span>-<span style="font:7pt &quot;">          </span></span></span><span style="font-size:8pt;">Jean Guitton – Dio e la scienza – Bompiani<span>  </span>(in collaborazione con Grichka ed Igor Bogdanov). Filosofo </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:8pt;"><span>-<span style="font:7pt &quot;">          </span></span></span><span style="font-size:8pt;">Hans Kung – L’inizio di tutte le cosa – Rizzoli. Teologo</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:8pt;"><span>-<span style="font:7pt &quot;">          </span></span></span><span style="font-size:8pt;">Brian Green – L’universo elegante – Einaudi. Fisico-matematico prof. Alla Columbia University di New York</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:8pt;"><span>-<span style="font:7pt &quot;">          </span></span></span><span style="font-size:8pt;">Francis S. Collins – Il linguaggio di Dio – Sperling &amp; Kupfer. Genetista di fama internazionale, a lungo a capo del Human Genome Project. Da ateo a fervente credente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:8pt;"><span>-<span style="font:7pt &quot;">          </span></span></span><span style="font-size:8pt;">Martin Rees – I sei numeri dell’universo &#8211; <span> </span>Rizzoli. Sir Martin Rees è uno dei più eminenti astrofisici teorici della nostra epoca.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt 36pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:8pt;"><span>-<span style="font:7pt &quot;">          </span></span></span><span style="font-size:8pt;">Grichka ed Igor Bogdanov – Prima del big bang: l’origine dell’universo – Longanesi.<span>  </span>Fisico-matematici, (Academie nationale des Sciences) tramite strumenti matematici avanzati hanno proposto una teoria affascinante sulla Singolarità iniziale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt 7.1pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span><span><span style="font-size:small;">3.</span><span style="font:7pt &quot;">  </span></span></span></strong><strong><span style="font-size:small;">Il metodo matematico-fisico</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La fisica procede di pari passo con la matematica.<span>  </span>Dalle osservazioni o intuizioni viene ricavata una <strong>teoria </strong>con il supporto della <strong>matematica </strong>e quindi detta teoria viene sottoposta a <strong>verifica sperimentale</strong>.<span>  </span>La fisica stimola la matematica ad elaborare nuovi metodi (es. gruppi quantistici). Per gli argomenti di queste riflessioni si entra nel mondo <span> </span>di ordini di grandezza infinitamente piccoli (fisica delle particelle e meccanica quantistica) o infinitamente grandi (astrofisica, cosmologia),<span>  </span>i cui concetti sono al di fuori della portata della normale esperienza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ad esempio. Einstein ha scoperto la teoria cosiddetta della relatività generale con delle intuizioni supportate da equazioni e quindi c’è stata <span> </span>la verifica sperimentale.<span>  </span>Dico cosiddetta perché Einstein l’aveva chiamata la teoria della invarianza (la velocità della luce è costante qualunque sia il moto dell’osservatore). E’ quindi una teoria dell’assoluto.<span>  </span>Curiosità: dato che Einstein “credeva” che l’universo fosse statico e questo non risultava dalle equazioni, aveva introdotto una “costante cosmologica”<span>  </span>per permettere una coerenza tra quanto credeva ed il risultato delle equazioni.<span>  </span>Qualche decennio più tardi invece si è dimostrato che l’universo è in espansione e la costante cosmologica ha assunto un altro significato. Ma la validità della teoria rimane.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Cito alcune grandezze a livello dell’ infinitamente grande: il big bang è avvenuto 13,7 miliardi di anni fa, le distanze si misurano in anni luce (la luce viaggia a 300.000 KM/sec.), il numero di galassie è dell’ordine di miliardi, il numero di stelle e pianeti per galassia è anch’esso dell’ordine di grandezza di miliardi, l’universo ha un diametro di circa 10 miliardi di anni-luce. Inoltre si sta formando la convinzione/certezza che potrebbero esistere molti universi (multiverso), come risulterebbe dal complesso sistema di equazioni fisico-matematiche. Nota. Alcuni studiosi hanno calcolato che gli uomini vissuti sulla terra a partire dall’homo sapiens siano ad oggi circa 60 miliardi. Pochissimi … e quando risorgeremo ci sarà “spazio”<span>  </span>per tutti ….</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">A livello micro cito solamente<span>  </span>il muro di Plank, la più piccola unità misurabile in termini di spazio (10 elevato<span>  </span>meno 33 cm) e di tempo (10 elevato meno 43 sec. il tempo necessario perché la luce percorra lo spazio di Plank) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt -18pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt 18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span><span><span style="font-size:small;">4.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span></strong><strong><span style="font-size:small;">In principio erat Verbum<span>  </span></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">La teoria fisico-matematica attuale ( il lavoro dei fratelli Bodjanov trova un vasto consenso) postula che prima del <strong>big bang “caldo” </strong>(13,7 miliardi di anni fa) vi sarebbe stato un <strong>big bang “freddo”,</strong> un punto 0, una <strong>singolarità iniziale ( o Singolarità)</strong> in cui le condizioni sarebbero state di zero materia-energia ed infinito di informazione (secondo la funzione di Dirac). Quindi tutte le informazioni per la creazione della materia/energia, spazio/tempo erano presenti in questa<span>  </span>Singolarità. Lo 0 zero non vuol dire vuoto, che non esiste. Da qui si deduce che la vera questione è la scelta tra <strong>Dio o il caso</strong>. L’evoluzione sarebbe quindi <span> </span>un falso problema, essendo tutte le informazioni e logiche di sviluppo dell’universo già presenti (i sei numeri di Martin Rees, certi numeri apparentemente numerosi come il pi greco).<span>  </span>Dopo questa singolarità gli studiosi parlano di fluttuazioni quantistiche che arrivano al big bang caldo con la creazione di materia ed energia nello spazio/tempo.<span>   </span>E’ impressionante come S. Giovanni sia stato ispirato a parlare di “Verbum”, che si può tradurre con <strong>“informazione infinita”. </strong>Cos’è la parola, la ragione (logos) senza informazioni da elaborare<span>  </span>e comunicare?<strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt -18pt;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt 7.1pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span><span><span style="font-size:small;">5.</span><span style="font:7pt &quot;">  </span></span></span></strong><strong><span style="font-size:small;">I campi <span> </span>fondamentali della fisica</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">I tre capitoli fondamentali della<span>  </span>la fisica attuale sono: <strong>la meccanica quantistica, la relatività generale e relatività quantistica, il modello standard dell’atomo.</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Dalla <strong>meccanica quantistica</strong> si deducono alcune conclusioni importanti. Innanzitutto che esistono molti universi <strong>(multiverso</strong>) Questa implicazione non è molto semplice da accettare anche<span>  </span>da premi Nobel, ma pare che non ci siano altre interpretazioni. Ovviamente i molti universi devono essere compatibili con le leggi<span>  </span>della fisica e così vengono esclusi ad esempio quelli improntati alla magia (Harry Potter).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Inoltre anche <strong>l’uomo</strong> deve essere<span>  </span>una funzione d’onda ed avere una <strong>natura quantomeccanica</strong>. Non possiamo supporre che elettroni ed atomi obbediscano all’equazione di Schrodinger etc. e noi no, anche se non ce ne accorgiamo a livello macroscopico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ancora: la <strong>probabilità </strong>è sempre una espressione della limitatezza della conoscenza umana e non è mai un aspetto della natura. La probabilità nella meccanica quantistica è ampiamente utilizzata ed è una espressione dell’ignoranza<span>  </span>umana e la teoria afferma pure che anche in linea di principio è impossibile superare questa ignoranza. <span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Infine si deduce l’identità quantomeccanica e l’effetto tunnel quantistico (qui senza commento).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Tra gli aspetti derivati dalla <strong>teoria della relatività</strong> sottolineo il <strong>determinismo</strong><span>  </span>che nella meccanica quantistica relativistica è chiamato <strong>unitarietà.</strong> Brevemente: il tempo procede solo in una direzione (avanti) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">e la funzione d’onda è controllata dall’operatore di evoluzione temporale. Si dimostra che vale l’inverso di questo operatore (detto operatore hermitiano coniugato) e<span>  </span>questo significa che possiamo concepire il determinismo come qualcosa che opera anche a ritroso nel tempo, oltre che avanti.<span>  </span>Normalmente si ammette che il futuro ed il presente siano determinati da ciò che è accaduto nel passato. Ma si può ipotizzare correttamente che lo stato futuro dell’universo determini gli stati presenti e passati. In filosofia questo si chiama <strong>teleologia</strong>.<span>  </span>Ciò che sta accadendo oggi nell’universo è determinato anche dalla meta che è stata fissata nel futuro, nella <strong>Singolarità finale (big crunch</strong>), che dovrebbe essere uguale alla <strong>Singolarità iniziale</strong> (e cioè ritornare ad avere zero materia – energia ed infinito di informazione).<span>  </span>Nota. Se a queste due singolarità<span>  </span>si aggiunge la Singolarità del presente (senza spiegazione), <span> </span>si potrebbe intuire <span> </span>la <strong>Trinità</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Infine il <strong>modello standard</strong> studia le particelle che compongono l’atomo, che sono raggruppabili in due grandi famiglie: i fermioni (i mattoni della materia) ed i bosoni (dal fisico indiano Satyendra Nath Bose) che sono campi di forza. Non sto ad elencare le particelle e le antiparticelle, i neutrini (importantissimi) le forze, la materia e l’antimateria, etc.<span>  </span>Parlo solo del <strong>campo bosonico di Higgs</strong> e della sua importanza. Secondo il modello standard<span>  </span>questo campo bosonico pervade tutto lo spazio con una enorme potenza ed una densità di circa 10 elevato 26 grammi per centimetro cubo (l’acqua è 1 grammo e l’aria <span> </span>10 elevato<span>  </span>a meno 3) Esso fa si che le particelle della forza debole (la spiegazione sarebbe troppo lunga) abbiano massa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Se tramite il <strong>Large Hadron Collider<span>  </span>del</strong> <strong>CERN di Ginevra</strong> (gli adroni: altro nome) si potessero individuare i campi di Higgs (dedotti per via matematica/fisica), in cui la carica di una o più particelle si convertirebbe in materia grazie alla equivalenza di Einstein fra massa ed energia (E= m cquadrato), si darebbe un fondamento sperimentale alla teorie, non ancora ben giustificate ancorchè fisicamente le uniche sensate.<span>  </span>Può esistere teoricamente un meccanismo di Higgs capace di dare massa a particelle subatomiche. Questo potrebbe essere uno dei tanti meccanismi possibili per arrivare a completare coi parametri mancanti quel modello standard che serve per capire la primordiale formazione delle masse. E spiegare alcuni enigmi astronomici quali la materia oscura e l’energia oscura, che insieme alla materia “visibil” riempie l’universo perché il vuoto non esiste!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I<span>  </span>giornalisti hanno coniato uno slogan ad effetto, ancorchè sensato: <strong>la particella di Dio</strong>!<span>  </span>Vedremo la reazione degli atei….</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Infine nel modello standard la generazione di particelle barioni e leptoni è chiamato <strong>bariogenesi di</strong> <strong>sphaleron</strong> (greco: pronto a cadere),<span>  </span>che presuppone energie elevatissime. Questo processo potrebbe essere utilizzato per convertire integralmente materia in energia. Se riuscissimo a scoprire il modo per servirci di questo processo avremmo una fonte nuove e potente di energia che convertirebbe il 100% della massa in energia, invece dell’1%<span>  </span>scarso<span>  </span>come accade nelle reazioni nucleari.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>Curiosità.</strong> Da calcoli<span>  </span>derivanti dal limite di Bekenstein si deduce che un uomo può essere descritto<span>  </span>al massimo da 3,2 per 10 elevato 44 byte e che è composto da 10 elevato 28/29 atomi….</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 10pt 18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span><span><span style="font-size:small;">6.</span><span style="font:7pt &quot;">      </span></span></span></strong><span style="font-size:small;"><span> </span><strong>La risurrezione</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt 7.1pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Tutte le verità rivelate avrebbero (o si potrebbe dedurre) un fondamento scientifico: <span> </span>Incarnazione, Resurrezione, Immacolata concezione,<span>  </span>Assunzione,etc . Il libro di Tipler ripercorre queste verità alla luce delle teorie di cui sopra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt 7.1pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ad esempio: la Resurrezione, è un fatto possibile secondo le leggi della fisica.<span>  </span>Infatti la legge che sta alla base della resurrezione di Gesù è quella scoperta da Gerardus’t Hooft<span>  </span>nel 1976, premio Nobel nel 1999.<span>  </span>Si tratta della annichilazione barionica tramite effetto tunnel elettrodebole o bariogenesi elettrodebole<strong> o </strong>di sphaleron. (qui senza spiegazione) <span> </span>Questo provocherebbe una improvvisa <strong>smaterializzazione </strong>(sparizione dalla vista) <strong>e rimaterializzzione</strong> (apparizione in una stanza). La reazione essenziale<span>  </span>è quella<span>  </span>che convertirebbe un protone ed elettrone in neutrini ed antineutrini. La materia del corpo di Gesù potrebbe essere stata convertiti in neutrini. La trasfigurazione invece potrebbe essere avvenuta tramite conversione di materia in fotoni (luce sfolgorante).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt 7.1pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Questo fenomeno della bariogenesi non può attualmente essere osservato nei nostri acceleratori di particelle perché dai calcoli richiederebbe una energia di 10TeV, cioè 10 trilioni di elettronvolt. Il Cern con l’esperimento del LHC fornirebbe solo 5 TeV (ed i limiti costruttivi sono apparsi evidenti perché si è subito arenato ….)<span>  </span>Si potrebbe inoltre studiare la <strong>Sindone</strong> ed il sudario di Oviedo con metodi fisici perché secondo questa ipotesi, i neutrini avrebbero avuto una interazione con gli atoni del lino appena sufficiente per sollevarla ed avrebbero allontanato i grumi di sangue sopra incollati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt 7.1pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In questo ragionamento <span> </span>vi è una lacuna:<span>  </span>come potrebbe essere creato un<span>  </span>campo di sphaleron su scala macroscopica?<span>  </span>Ai posteri …..<span>  </span>Comunque già nel passato veniva adombrata una ipotesi del genere. Si ricordi che Don Pace proponeva una interpretazione del passaggio di Gesù attraverso le porte dopo la risurrezione dicendo che veniva<span>  </span>applicata una forza maggiore di quella che teneva insieme gli atoni (gluone, energia forte).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt 7.1pt;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Conclusione</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt 7.1pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Alcune teorie potrebbero essere smentite. (vedi l’espansione dell’universo di Einstein; anche Galileo credeva che l’orbita terrestre fosse circolare, mentre è ellittica e non aveva saputo spiegare perché la luna ruotasse attorno alla terra …..). Altre ne potrebbero nascere derivanti dagli studi sempre più approfonditi. La sostanza comunque non cambia: se tutto potrebbe essere dimostrabile e soprattutto se la Risurrezione non è un fatto di allucinazione, allora la Verità<span>  </span>è una ed una sola.<span>  </span>Con tutte le conseguenze del caso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Mi spiace che la Chiesa non sia attrezzata (o non mi risulta, anche se vi sono illustri<span>  </span>personaggi dal canonico astrofisico Lemaitre (cui è dovuta la teoria del big bang) a Cabibbo per affrontare temi di matematica e fisica applicati alle Verità rivelate, che sono alla base del DNA, dell’ingegneria genetica, della neuronica, etc. <span> </span>Ma forse è nella natura stessa del Creato le del Creatore lasciare evolvere il processo con sempre nuove conoscenze, svelare la Verità un po’<span>  </span>per volta, “srotolare il libro” che ha scritto.</span></p>
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		<title>Messaggio natalizio da Giorgio Pontiggia</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 17:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amicinave2008</dc:creator>
				<category><![CDATA[estero]]></category>

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		<description><![CDATA[… la grazia e la pace… LETTERA DA PUGNIDO PER L’AVVENTO E NATALE 2008 E IL NUOVO ANNO 2009: ‘TU SEI MIO FIGLIO’ Carissimi Famigliari, Confratelli, Benefattori, Amici, Il 10 gennaio 2009, pochi giorni dopo il Natale Etiopico, inaugureremo la CHIESA DI GESU’ BAMBINO, IL FIGLIO DI DIO FATTO UOMO. Abbiamo celebrato questo grande evento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=amicinave2008.wordpress.com&amp;blog=3740708&amp;post=27&amp;subd=amicinave2008&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">… la grazia e la pace…</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:13.5pt;font-family:&quot;">LETTERA DA PUGNIDO PER L’AVVENTO E NATALE 2008</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:13.5pt;font-family:&quot;">E IL NUOVO ANNO 2009: ‘TU SEI MIO FIGLIO’</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Carissimi Famigliari, Confratelli, Benefattori, Amici,</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Il 10 gennaio 2009, pochi giorni dopo il Natale Etiopico, inaugureremo la CHIESA DI GESU’ BAMBINO, IL FIGLIO DI DIO FATTO UOMO. Abbiamo celebrato questo grande evento in questo anno che qui da noi è l’anno 2000.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-family:&quot;">IL MISTERO DEL FIGLIO BAMBINO. </span></strong><span style="font-family:&quot;">Quando ci è donata la vita siamo tutti figli e tutti bambini.<strong> </strong>Anche il Figlio di Dio, Gesù, è stato figlio come noi e bambino come noi. E lo è stato sempre, tanto che sulla croce ha gridato:’Padre, nelle tue mani restituisco la mia vita’. Noi nasciamo come figli e bambini per imparare sempre più ad essere bambini per entrare nel Regno di Dio e per restituire a Dio Padre con amore la vita che ci ha dato per amore.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Possiamo dire che Natale è ogni giorno della nostra esistenza. Gesù Bambino resta sempre il nostro ideale di figli di Dio. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">IL NOSTRO LAVORO PROSEGUE</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Abbiamo ripreso l’attività di sostegno dei bambini: si tratta di piccoli orfani fra i 3 e i 7 anni, divisi in due gruppi di età, ai quali offriamo la colazione e il pranzo insieme alla preparazione per la scuola elementare e alla cura igienica e sanitaria. Sono ormai 150.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">E’ aumentato anche il numero dei giovani, ragazzi e ragazze, dell’Hostel per studenti provenienti dai villaggi lontani per frequentare la scuola superiore qui a Pugnido. Abbiamo raggiunto il pieno assoluto: 60 posti. Questi giovani ricevono vitto e alloggio per tutto il periodo della scuola. A loro chiediamo di contribuire con il lavoro di pulizia, coltivazione e manutenzione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Si rivolgono a noi per aiuto anche molte famiglie povere, mamme che non hanno il latte per i piccoli, uomini e donne anziani che non hanno lavoro o non hanno le forze per lavorare…</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Un bel gruppo di ragazze segue il programma di taglio e cucito…</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Proseguiamo con gioia e soddisfazione il lavoro di preparazione al Battesimo, la presenza nei Campi dei Profughi Sudanesi, la Messa quotidiana sempre ben frequentata, la cura dei catechisti delle cappelle periferiche, che fanno decine di chilometri a piedi, letteralmente con l’acqua alla gola, per mantenere i contatti dei fedeli con il missionario.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Un assillo: l’aggravarsi della situazione economica mondiale ci tocca pesantemente. Tanto più ringraziamo voi che ci aiutate e confidiamo nella Provvidenza di Dio, nostro Padre. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Carissimi, tutto questo è frutto della grazia del Signore e anche della vostra generosità e della vostra preziosa preghiera. Continuiamo questo cammino e questa semina di Amore.</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">BUON NATALE E BUON ANNO!</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Con affetto, abba Giorgio e Giancarlo</span></span></strong><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">*********************************************************************</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">RECAPITI</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Lettere e pacchi: Abba Giorgio &#8211; Don Bosco &#8211; P.O.B. 77 &#8211; GAMBELLA &#8211; ETHIOPIA</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">TELEFONO DI PUGNIDO<strong>: </strong>00251 47 46 50 148</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">E-mail: </span><a href="mailto:abbagiorgiop@yahoo.com"><span style="font-size:small;">abbagiorgiop@yahoo.com</span></a><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Conto bancario a Gambella: n. 13102 intestato a Pontiggia Giorgio and/or Archetti Giancarlo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Commercial Bank of Ethiopia, Gambella Branch, Codice SWIFT: CBETETAA</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">Conto corrente postale: 36 88 50 28: Fondazione Don Bosco nel mondo &#8211; Ramo beneficenza -ONLUS &#8211; via della Pisana 1111 &#8211; 00139 ROMA &#8211; CON LA CAUSALE : DON GIORGIO PONTIGGIA, ETIOPIA. <strong>Usate i moduli personalizzati a barre che trovate nel Bollettino Salesiano!</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">CONTO BANCARIO IN ITALIA: Fondazione Don Bosco nel mondo &#8211; Ramo beneficenza -ONLUS &#8211; via della Pisana 1111 &#8211; 00139 ROMA- Banca Intesa, Fil.ROMA 12 </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">CODICE IBAN <strong>IT20 P030 6905 0640 0000 3263 199</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;">CON LA CAUSALE : DON GIORGIO PONTIGGIA, ETIOPIA.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">NB. La Fondazione Don Bosco nel Mondo non riceve donazioni on-line, tramite carta di credito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Verdana;"> </span></p>
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